martedì 3 giugno 2008

Recensione del libro "Se questo è un uomo", di Primo Levi.


C'è poco da recensire. Ho letto questo libro per colmare una mia lacuna culturale. Pubblicato nel 1947, arricchito successivamente da un'interessantissima appendice scritta dall'autore nel 1976, vuole essere una testimonianza sulla mostruosa realtà dei Lager nazisti. Senza mai calcare la mano nella descrizione del sistematico annientamento, mentale e morale prima che fisico, dei prigionieri dei campi di sterminio mazisti, Primo Levi ha lasciato un grave monito all'umanità: dobbiamo rimanere sempre vigili, affinchè certe mostruosità non accadano più. Un libro imperdibile, che per la sua natura non ha molto senso (secondo me) valutare da un punto di vista meramente letterario o stilistico.

2 commenti:

Andrea Costa ha detto...

Ciao, io ho letto questo libro. Lo so di cosa parla. A me mi ha fatto venire il freddo addosso. L'unica persona come Anna Frank che ha descritto veramente cosa è successo. Ho sentito dire che alcune persone negano pure l'accaduto. Come si fa? Perchè negarlo? Io non l'ho vissuto ma penso che non avrei resistito pure io mi sarei sucidato come Primo Levi devo essere sincero.
Ti saluto Andrea

Anonimo ha detto...

Dopo tutto quello che hai passato ti suicideresti..? Patetico veramente
Mollare dopo tanto? Mai