domenica 4 maggio 2008

L'orrore delle dittature.

Prosegue la piacevole lettura del libro "Sostiene Pereira", di Antonio Tabucchi. Gran bel libro. Il protagonista, Pereira, è il responsabile della pagina culturale del giornale "Lisboa", piccola realtà editoriale schierata con il regime di Salazar. La storia è infatti ambientata nel Portogallo della fine degli anni '30, in pieno regime dittatoriale e con la guerra civile spagnola alle porte di casa. In realtà Pereira si è allontanato dal mondo reale, rifugiandosi in un mondo disilluso e banale. Passa le sue tristi giornate abbuffandosi e traducendo racconti stranieri, stando ben attento a non scrivere nulla di "politicamente impegnato". L'unico dialogo vero lo intrattiene con una foto di sua moglie, deceduta anni prima di tisi. La sua vita comincia a cambiare quando incontra il giovane Monteiro Rossi, impegnato contro il regime dittatoriale del Portogallo e bisognoso di aiuto. Pereira, all'inizio molto diffidente, lentamente prende consapevolezza che nel suo paese, ma soprattutto dentro di sé, c'è qualcosa che non va. La storia può essere letta come il lento risveglio della coscienza di un individuo contro gli orrori di una dittatura che attanaglia il paese in cui vive. Tutto il libro è finora scritto come se si trattasse del verbale di un interrogatorio, con la frase "sostiene Pereira" ripetuta fino alla nausea. Al momento non è dato al lettore capire davanti a quale tribunale sia finito Pereira, ma in realtà è forse irrilevante saperlo. Una lettura interessante e piacevole.

7 commenti:

meno male che Silvio c'è ha detto...

Certo che voi comunisti siete ridicoli. Ve la siete pigliata nel di dietro, anche l'inghilterra è girata a destra, anche la Russia ha sposato il libero mercato e voi siete ancora lì a baloccarvi con storielle trite e ritrite di cent'anni fa! Ma vai a vivere a Cuba e sappimi dire, blogger rosso che non sei altro!

algor ha detto...

Che tipo di droghe usi, meno male che silvio c'è?

whiteknight ha detto...

Sono spariti gli amici di Mauro Corona, ed ecco errivare gli amici di Silvio Berlusconi. Mi viene da piangere....

meno male che silvio c'è ha detto...

Piangi, piangi, che ti fa bene, piccolo comunista! Ormai voi rossi non avete altro da fare: piangere.

whiteknight ha detto...

A parte il fatto che non mi ritengo un comunista, penso comunque sia meglio essere comunisti piuttosto che cerebrolesi come te. Tornatene a studiare la storia, ragazzino.

encantada ha detto...

Gran bel libro, "Sostiene Pereira". Anzichè scrivere tante idiozie, faresti meglio a leggerlo anche tu, meno male che Silvio c'è.

whiteknight ha detto...

Probabilmente per lui anche vedere alla televisione "il grande fratello" è troppo impegnativo. Una generazione perduta.