domenica 16 dicembre 2007

Recensione del libro "Compagni di sbronze", di Charles Bukowsky.



Non facile per me scrivere una recensione di questo libro. Charles Bukowsy è un mito, me ne rendo conto, ma mi rendo anche conto che questo libro non mi ha entusiasmato. Per quanto si lasci leggere senza nessuna difficoltà. Bukowsky scrive bene. Molto bene. Parla dei poveracci che non hanno conosciuto il Sogno Americano. O forse vuole solo dire che il Sogno Americano non c'è. Questo libro è articolato in una ventina di racconti, alcuni dei quali autobiografici. Qualcuno è surreale. Il filo conduttore che li unisce tutti, oltre al sesso e all'alcool, è secondo me l'emarginazione, o forse dovrei dire l'estraneità al mondo "bene". Unica via di salvezza alla conformazione ai dettami di una società senz'anima è la degradazione totale, perseguita essenzialmente per via alcolica, ma non solo. Un cammino autodistruttivo che viene percorso da soli: altra caratteristica comune a tutti i racconti è la disperata solitudine dei protagonisti. Certe scene tratteggiate da Bukowsky sono ributtanti, nel loro assoluto squallore senza possibilità di redenzione. In particolare il racconto dello stupro di una ragazzina mi ha disturbato. Forse è questo aspetto del lavoro di Bukowsky che mi ha dato più fastidio: la ricerca della degradazione totale a qualsiasi costo. Mai un raggio di sole. Un'autore dal mio punta di vista difficile. Questo libro mi ha comunque lasciato il desiderio di leggerne altri del vecchio Bukowsky. Con calma, però.

3 commenti:

Aristide ha detto...

eilà tocco di merda, non gli dai addosso come merita, eh? tanto non è friulano, vero?

mi piacerebbe proprio sapere di dove sei, per esternarti tutta la mia stima e simpatia per te, culattone raccomandato che non sei altro!!!

niente di personale, intendiamoci.

Anonimo ha detto...

senti cazzone, mi rendo conto che sei alla frutta e non gliela fai più con le tue minchiate. allora ti suggerisco io il prossimo libro da recensire - siì, vabbè, se così si possono chiamare i tuoi vaniloqui.

"Cantiamo insieme!-Gioca con gli amici-Il picnic di Pooh."

mi auguro non sia troppo impegnativo per la tua testolina pisellina, ma ogni tanto nela vita va fatto uno sforzo per crescere.

il vero CELTO

Anonimo ha detto...

Ah ah ah! Povero cavaliere bianco del tubo, ma non ti fai schifo? L'ineffabile Mauro Corona, il Grande Maestro di Erto, ha scritto dei racconti sul bere ma secondo te non va bene. Questo Bukowsky o come si chiama invece hai voglia di rileggerlo????????? Ha ragione Aristide: a te basta sputare sulla nostra Terra, il resto chi se ne frega.
Ci fai schifo.

Amici di Mauro Corona.