domenica 20 aprile 2008
Amare (anche se banali) considerazioni storico - politiche.
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martedì 5 febbraio 2008
"La luna è tramontata", di John Steinbeck: prime impressioni.
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sabato 2 febbraio 2008
Amos Oz e il Medioriente.
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mercoledì 9 gennaio 2008
Recensione del libro "Mattatoio n.5 o La Crociata dei bambini", di Kurt Vonnegut.
Il protagonista è Billy Pilgrim, evidentemente un alter ego dello stesso Vonnegut. Tuttavia ha un dono particolare, ammesso poi che lo si voglia considerare un dono: è in grado di viaggiare istantaneamente nello spazio e nel tempo. Questo gli permette di vivere contemporaneamente diverse esperienze, passando dalla sua vita normale di cittadino piccolo borghese americano, a un'altra esistenza in un'altro pianeta (rapito dagli alieni ed esposto in uno zoo), ai tragici avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale. Questo artificio letterario permette a Vonnegut di esprimere le sue considerazioni sulla guerra e sulla vita da un punto di vista particolare. Insomma una trovata geniale per parlare in modo scanzonato di temi estremamente pesanti. Questo libro infatti non è solo una condanna della guerra, ma anche una riflessione disincantata sull'inconsistenza del modello americano e dei suoi miti e più in generale sulla fragilità della condizione umana. La storia si presenta quindi molto frammentata, visti i continui balzi spazio-temporali del protagonista, ma questo non è per niente un problema. Regala invece a quest'opera un ritmo divertente e incalzante. Tra l'altro Vonnegut scrive in modo semplice, lontano anni luce dalle masturbazioni stilistiche di Avoledo (per fare un nome a caso). Insomma un gran bel libro, sotto ogni punto di vista. Sicuramente leggerò altri lavori di Kurt Vonnegut, un autore che mi ha conquistato.
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lunedì 7 gennaio 2008
Il significato di un titolo.
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domenica 6 gennaio 2008
Kurt Vonnegut e la guerra.
E gli uccelli cosa dicono? Tutto quello che c'è da dire su un massacro, cose come "Puu-tii-uiit?""
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sabato 5 gennaio 2008
Kurt Vonnegut e l'orrore della guerra.
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domenica 9 dicembre 2007
Recensione del libro "Buskashì. Viaggio dentro la guerra", di Gino Strada.
Questo libro è di fatto il diario di viaggio di un gruppo di medici di Emergency che entra in Afghanistan per riaprire un ospedale a Kabul, allora controllata dai Talebani. Il tutto pochi giorni prima dell'offensiva dei Mujahidin (appoggiati dagli States), seguito ai tragici fatti dell'11 settembre 2001. In seguito al previsto attacco, tutte le organizzazioni umanitarie, Croce Rossa in testa, scapparono dal martoriato Afghanistan. Emergency invece ci entrò. Una scelta coraggiosa, al limite del suicidio. Al di là della mera cronaca dei fatti, il libro è un'amara riflessione sull'assurdità della guerra, sulle atroci sofferenze che questa porta alla popolazione, civili in testa. Ed è anche un'amara riflessione sull'incongruenza dell'informazione che ci viene fornita dai media, sull'inconsistenza del concetto di "guerra giusta", di "bombe intelligenti" e altre amenità che ci vengono quotidianamente propinate. Alla fine rimane una terra martoriata, quella dell'Afghanistan, contesa da più parti per sporchi interessi che nulla hanno a che fare con la popolazione locale. Un bel libro. Grazie Gino.
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sabato 8 dicembre 2007
La guerra è una cosa brutta.
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giovedì 6 dicembre 2007
Il pensiero di Gino Strada sulla guerra.
"...
E' stata scritta venticinque secoli fa.
Se capisco bene, Trasimaco vuol dire che tutto quello che viene presentato come assoluto, il "giusto" - ma potrebbe anche essere la "verità", o la "libertà", o la "democrazia" - non è poi quella cosa certa, perfetta, immutabile, indiscutibile.
Perché è proprio il negare l'evidenza di Trasimaco - nascondendo a tutti i costi dietro sommi principi e parole roboanti il fatto che stiamo solo facendo il nostro interesse - che ci fa poi sentire portatori della verità, depositari dell'assoluto, paladini del bene, giudici supremi, baluardi della civiltà, gendarmi del mondo.
Se dimentichiamo Trasimaco, se lo censuriamo, allora ci sentiamo nel giusto, anzi nel Giusto. E anche le nostre azioni, almeno ai nostri occhi, troveranno giustificazione. Di più: saranno giuste.
In Afghanistan molti esseri umani sono morti, perché a molti è stato utile, e perché molti si sono sentiti nel giusto.
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mercoledì 5 dicembre 2007
Reportage di guerra.
Gafur. Un civile? Un talebano? Un terrorista? Un mujahedin?
Soltanto un uomo.
Che probabilmente morirà oggi, 13 novembre, prima vittima nella Kabul "liberata", una delle tante vittime di questa storia cominciata il 9 settembre 2001"
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martedì 4 dicembre 2007
Per il momento basta con la fiction.
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