Visualizzazione post con etichetta fabio volo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fabio volo. Mostra tutti i post

martedì 26 febbraio 2008

Barnum: un circo eterogeneo. Anche troppo.

Ho cominciato a leggere il libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", di Alessandro Baricco. Si tratta di una raccolta molto eterogenea di recensioni scritte dallo stesso Baricco su vari eventi piò o meno culturali. Un vero guazzabuglio, forse un po' troppo eterogeneo. Devo dire che lo stile giornalistico di Baricco non mi entusiasma troppo, comunque ci sono degli interessanti spunti di riflessione. Posto questo brano, inerente uno spettacolo dato dal pianista ucraino Sviatoslav Richter:

"Lunedì ha inaugurato il cartellone filarmonico del Teatro Olimpico, a Roma. Teatro orrendo, a voler essere precisi, ma lui li ama, i teatri orrendi, non ho mai capito perché, ma sembra che vada a cercarseli. Davvero. Pubblico delle grandi occasioni, tutti già preventivamente entusiasti, ognuno al sicuro nella certezza di assistere a un grande evento. Comprensibile. Persino giusto, volendo."

Faccio due brevi considerazioni:

  1. Ho come l'impressione che l'autore curi troppo la forma e troppo poco la sostanza. Alle volte ho l'impressione di leggere una versione intellettualizzata di Fabio Volo.
  2. La situazione descritta da Baricco in questo brano l'ho vissuta più volte a teatro: c'è tanta gente che va a vedere uno spettacolo con un opinione già predefinita. Meglio che se ne stia a casa.

martedì 5 febbraio 2008

"La luna è tramontata", di John Steinbeck: prime impressioni.

Come giustamente diceva encantada nel post precedente, in effetti questo non deve essere uno dei libri più significativi di John Steinbeck. Il libro, lontano mille miglia dalle tematiche sociali e dalle saghe epiche (come "Furore") che caratterzzano (almeno nella mia testa) lo scrittore nordamericano, è di fatto un racconto lungo (circa centocinquanta pagine), che dimostra fino in fondo di essere stato scritto nel 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale. La storia è ambientata in un paese nordico occupato dai Nazisti. Dopo lo sconcerto iniziale, la popolazione si ribella e si organizza la Resistenza. Di fatto può essere quasi visto come un libro di propaganda. Sia chiaro che Steinbeck è comunque uno scrittore con la "S" maiuscola: il suo stile è tutt'altra cosa rispetto alla spazzatura prodotta da Federico Moccia, dalla banalità di Fabio Volo e dalla mediocrità di Mauro Corona. Una lettura comunque piacevole.

martedì 22 gennaio 2008

Recensione del libro "Esco a fare due passi", di Fabio Volo.


Il protagonista di questo libro è Nico, single ventottenne con una vita sentimentale sregolata e un lavoro da Deejay. La storia è articolata in una quindicina di capitoli, ma alla fine si scopre che in realtà è una lettera che Nico scrive a sé stesso, indirizzandola allo sconosciuto Nico trentatreenne del futuro. La divisione in capitoli non ha molto senso, in quanto poi di fatto in ognuno si parla un po' di tutto, in modo alquanto confusionario. Volo scrive in un italiano sufficientemente scorrevole, quello che invece non scorre è la storia, un confusionario guazzabuglio di frasi fatte sui single e sulle sindromi di Peter Pan non risolte. Evidentemente molti considerano le ovvietà sparate a raffica da Volo come perle di saggezza, visto il successo che ha riscosso questo libro a leggere certa critica. Personalmente ho trovato la sua lettura noiosa e scontata. Non fosse per il fatto che è breve - circa 170 pagine - probabilmente non l'avrei neanche finito di leggere. Una cosa che mi ha colpito è l'ansia dell'autore di voler essere a qualsiasi costo simpatico e divertente, obiettivo dal mio punto di vista fallito. Ho trovato in particolar modo fastidioso che l'autore non ha mai sprecato un'occasione per parlare gratuitamente di sesso, in modo pacchiano e spesso del tutto fuori luogo. Tuttavia questo fatto mi ha fatto apprezzare Charles Bukowsky. Lo scrittore americano è il poeta della degradazione umana, e nei suoi libri da questo punto di vista il sesso a palate ha un senso. Fabio Volo è invece il poeta della mediocrità umana (se mi è permesso il termine poeta), e il suo parlare di cazzi, culi, patate, pompini, seghe, sperma e quant'altro ha secondo me lo scopo di fare colpo sul lettore medio italiano, che è un perfetto qualunquista. Se Federico Moccia vende pattume avendo come target i quindicenni, Fabio Volo vende libri senz'anima ai venticinquenni che ragionano per stereotipi. Almeno questa è l'idea che mi sono fatto io. Chiaro che a furia di scrivere badilate di pensieri sugli argomenti più disparati l'autore ogni tanto scrive qualcosa di bello, se non altro per motivi statistici. A proposito di statistica, la probabilità che legga in futuro un'altro libro di Fabio Volo tende a zero.

lunedì 21 gennaio 2008

Fabio Volo, la sagra delle ovvietà.

Che dire. Ho terminato questo libro. Alla fine si scopre che non è un diario, ma una lettera che il protagonista Nico scrive a sé stesso, con l'impegno di rileggerla dopo cinque anni. In altre parole, una lettera scritta da Nico ventottenne al Nico trentatreenne. Il libro è veramente una lunga e sconnessa sequela di luoghi comuni sui trentenni single. Come un orologio fermo indica l'ora giusta due volte al giorno, così anche Fabio Volo ogni tanto dice delle cose belle. Questo non si può negare. Il livello è di fatto superiore al pattume scritto da personaggi come Federico Moccia, tanto per citare qualcuno che ho letto da quando ho cominciato a scrivere questo blog. Per rispetto nei confronti dell'autore mi sento comunque di citare un brano del libro che mi ha colpito (si contano sulle dita di una mano):

"Io faccio questo lavoro perchè amo la musica e amo dire ciò che penso, e anche se - come tutti - voglio guadagnare dei soldi, li voglio guadagnare inseguendo i miei sogni. Non voglio guadagnare soldi inseguendo i soldi.
Non voglio essere ricco, voglio essere libero.
Una parte di me per esserlo deve avere dei soldi, per poter vivere, ma ce n'è un altra che per esserlo ha bisogno di tutt'altro."

domenica 20 gennaio 2008

Fabio Volo, una cocente delusione.

Ormai ho superato la metà del libro "Esco a fare due passi", di Fabio Volo. Devo dire che sono profondamente deluso. Un libercolo soporifero, infantile, banale, stracolmo di luoghi comuni, frasi fatte e profondamente discontinuo e contraddittorio. Nico, il protagonista, che parla di sé in prima persona nei vari raccontini in cui è suddiviso il libro, ripete continuamente che è " Immaturo, immaturo, immaturo". Senza poi spiegare bene il perché, visto che comunque dice tutto e il contrario di tutto. Da un lato prova tristezza quando incontra i suoi vecchi amici, già sposati con figli, perché hanno rinunciato ai loro sogni, dall'altro quando sogna si colpevolizza definendosi immaturo. Chi è poi che possiede la definizione certificata di "persona matura"??
Mah. I raccontini in cui è diviso hanno dei titoli. Il contenuto dei raccontini ha tuttavia scarsa correlazione con il loro titolo, tutti quanti finiscono poi in un modo o nell'altro a parlare di sesso, non si capisce bene perché. Così tra cazzi, patate, pompini, seghe, lesbo, sperma e scopate varie più o meno improbabili si trascina un racconto del tutto raffazzonato, incoerente sia nella forma che nei contenuti. Ciliegina sulla torta, si percepisce che Fabio Volo vorrebbe anche dimostrarsi simpatico, divertente, ma secondo me riesce solo a essere patetico. Mah. Forse ho scelto il suo libro sbagliato. Forse.

sabato 19 gennaio 2008

Fabio Volo, prime impressioni.

Mah. Ho cominciato a leggere il libro "Esco a fare due passi", di Fabio Volo. Il libro è diviso in vari racconti in cui il protagonista, Nico, parla a sé stesso. Insomma una specie di diario. Lui è un ragazzo di ventotto anni che lavora in una radio. Si parla di tutto, a ruota libera. Anche troppo. Le riflessioni di questo deejay non sono per niente profonde, anzi mi sembrano un'elencazione di banalità e di frasi fatte. Fabio Volo cerca anche di essere divertente, ma non mi sembra riesca molto nell'impresa. Mah.

venerdì 18 gennaio 2008

Il nuovo libro.

Dopo "Si fa presto a dire pirla", di Paolo Rossi, leggerò "Esco a fare due passi", dello scrittore Fabio Volo. Diversi miei amici/amiche mi hanno cantato inni di lode su questo libro. Sono proprio curioso.