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domenica 9 dicembre 2007

Recensione del libro "Buskashì. Viaggio dentro la guerra", di Gino Strada.

Complimenti a Gino Strada. Questa è la prima cosa che mi viene da dire. Non solo per avere scritto questo libro, ma per tutto quello che ha fatto. Come noto Gino Strada è un chirurgo di guerra, tra i fondatory di Emergency. Non sapevo che avesse scritto dei libri, ma devo dire che per me è stato una sorpresa come scrittore. Perchè scrive bene. Uno stile asciutto, diretto, un taglio giornalistico, lasciando però spazio a interessanti riflessioni.
Questo libro è di fatto il diario di viaggio di un gruppo di medici di Emergency che entra in Afghanistan per riaprire un ospedale a Kabul, allora controllata dai Talebani. Il tutto pochi giorni prima dell'offensiva dei Mujahidin (appoggiati dagli States), seguito ai tragici fatti dell'11 settembre 2001. In seguito al previsto attacco, tutte le organizzazioni umanitarie, Croce Rossa in testa, scapparono dal martoriato Afghanistan. Emergency invece ci entrò. Una scelta coraggiosa, al limite del suicidio. Al di là della mera cronaca dei fatti, il libro è un'amara riflessione sull'assurdità della guerra, sulle atroci sofferenze che questa porta alla popolazione, civili in testa. Ed è anche un'amara riflessione sull'incongruenza dell'informazione che ci viene fornita dai media, sull'inconsistenza del concetto di "guerra giusta", di "bombe intelligenti" e altre amenità che ci vengono quotidianamente propinate. Alla fine rimane una terra martoriata, quella dell'Afghanistan, contesa da più parti per sporchi interessi che nulla hanno a che fare con la popolazione locale. Un bel libro. Grazie Gino.

sabato 8 dicembre 2007

La guerra è una cosa brutta.

Ho appena terminato la lettura del libro "Buskashì. Viaggio dentro la guerra", di Gino Strada. Uso il laconico commento fatto da Piero a un mio post per riassumere il pensiero di Gino sulla guerra. Una condanna in toto, non solo alla guerra nella sua accezione di scontro tra armati, ma a tutto quello che le ruota intorno. Distruzione, miseria, malattie, morti e feriti principalmente tra i civili, sfollati, torture, disinformazione, meschini interessi paludati da nobili ideali. Da ogni pagina di questo libro trasuda una condanna senza compromessi o distinguo nei confronti di questa terribile realtà. Provo una profonda ammirazione nei confronti di questo uomo, che rischia la pelle ogni giorno per difendere concretamente gli ideali in cui crede. E esprime chiaramente il suo pensiero, senza peli sulla lingua. Grande Gino Strada.

venerdì 7 dicembre 2007

I Talebani sono un tipico prodotto americano.

Continua la lettura del libro "Buskashì. Viaggio dentro la guerra", di Gino Strada. Col suo linguaggio freddo e immediato Gino ci ricorda che il regime talebano è stato fortemente voluto dagli statunitensi come antidoto all'invasione sovietica in Afghanistan. Oggi pochi se ne ricordano. Adesso i Talebani sono il male assoluto. Un tempo non era così...

giovedì 6 dicembre 2007

Il pensiero di Gino Strada sulla guerra.

Continuo la lettura del libro "Buskashì. Viaggio dentro la guerra", di Gino Strada. Oggi sono stato molto colpito da due pagine, dove l'autore espone in modo splendido il suo pensiero sulla guerra, contestualizzandolo nella realtà afgana. Ne cito un estratto:

"...
E'lui, Platone, ad attribuire al sofista Trasimaco la seguente frase: "Il giusto altro non è che l'utile del più forte".
E' stata scritta venticinque secoli fa.
Se capisco bene, Trasimaco vuol dire che tutto quello che viene presentato come assoluto, il "giusto" - ma potrebbe anche essere la "verità", o la "libertà", o la "democrazia" - non è poi quella cosa certa, perfetta, immutabile, indiscutibile.
...
Che cosa c'entra questo con la guerra? Molto.
Perché è proprio il negare l'evidenza di Trasimaco - nascondendo a tutti i costi dietro sommi principi e parole roboanti il fatto che stiamo solo facendo il nostro interesse - che ci fa poi sentire portatori della verità, depositari dell'assoluto, paladini del bene, giudici supremi, baluardi della civiltà, gendarmi del mondo.
Se dimentichiamo Trasimaco, se lo censuriamo, allora ci sentiamo nel giusto, anzi nel Giusto. E anche le nostre azioni, almeno ai nostri occhi, troveranno giustificazione. Di più: saranno giuste.
In Afghanistan molti esseri umani sono morti, perché a molti è stato utile, e perché molti si sono sentiti nel giusto.
...
Mentre tutti agivano nel giusto, per la causa, i cittadini dell'Afghanistan venivano uccisi. Quasi due milioni. Mutilati e invalidi, altrettanti. Costretti a fuggire, oltre quattro milioni.
...
E allora, nonostante tutti abbiano agito in difesa della civiltà o della libertà, della religione e della patria, del mercato e della democrazia, nonostante tutti abbiano agito per il "giusto", non è stato giusto."

mercoledì 5 dicembre 2007

Reportage di guerra.

Ho cominciato la lettura del libro "Buskashì. Viaggio dentro la guerra", di Gino Strada, il famoso chirurgo di guerra tra i fondatori di Emergency. Un libro crudo, realista. Posto un brano tratto dallo stesso:

"Gafur non sta più perdendo sangue, ha già ricevuto abbondanti trasfusioni. Ma non migliora. E' il primo paziente che viene operato, dopo la riapertura dell'ospedale. Una pinza emostatica, poi un'altra, tanti lacci da annodare, per legare decine di piccoli vasi sangiugni. Opero in silenzio, lo strumentista capisce ogni volta quel che mi serve.
Gafur. Un civile? Un talebano? Un terrorista? Un mujahedin?
Soltanto un uomo.
Che probabilmente morirà oggi, 13 novembre, prima vittima nella Kabul "liberata", una delle tante vittime di questa storia cominciata il 9 settembre 2001"

martedì 4 dicembre 2007

Per il momento basta con la fiction.

Il prossimo libro che leggerò sarà "Buskashì. Viaggio dentro la guerra", di Gino Strada. L'ho comprato al supermercato. Per caso. Stavo girando col carrello, quando con la coda dell'occhio l'ho notato in offerta su un bancone. Non sapevo che Gino Strada, il famoso chirurgo di guerra tra i fondatori di Emergency, avesse scritto dei libri. Colpito da subitanea folgorazione, l'ho preso all'istante. Ovvio che non ho nessuna pretesa letteraria nei confronti dell'autore. Leggere notizie di prima mano di una realtà lontana e misconosciuta - la guerra in Afghanistan - è un'opportunità che ho voluto cogliere al volo. Specie se queste notizie vengono da una fonte qualificata come è Gino Strada. Dopo tanti libri di fiction, un sano bagno nella cruda realtà ci vuole.