Noa e Theo sono una coppia in crisi. Lui è un sessantenne architetto di successo ormai stanco di lottare e pago della vita intensa che ha vissuto. Lei è un'isegnante di lettere quindici anni più giovane, ancora grintosa e con tanta voglia di mettersi in gioco. L'improvvisa morte per fatti di droga di uno dei suoi allievi è l'evento che rischia di fare saltare i già fragili equilibri della coppia. Il genitore del ragazzo - un addetto alla sicurezza che lavora all'estero - decide infatti di aprire un centro di recupero per tossicodipendenti e chiede l'aiuto di Noa. Questa si getta a capofitto nel progetto, mentre Theo sembra indifferente alla cosa. Viene aiutata da un'eterogenea compagine dei persone: Ludmir, idealista e nevrotico divorziato, Muki, agente immobiliare che gioca a fare il dongiovanni e Linda, una introversa divorziata. Il gruppo deve scontrarsi con la sorda ostilità della popolazione di Tel Kedar, piccola cittadina che sorge nel deserto israeliano dove è ambientata la storia.
Questo bellissimo romanzo non ha nulla a che fare con la guerra, con la politica, con la Shoah, con le problematiche legate alla convivenza con il mondo musulmano. Amos Oz si tiene ben lontano dal campo minato costituito da queste problematiche. Peraltro già inflazionate. Tutto il libro ruota invece all'evoluzione del rapporto tra Noa e Theo. Amos Oz indaga con grande discrezione e poesia nell'animo dei due protagonisti, senza mai cadere nella trappola delle analisi psicologiche, dei giudizi o della pedanteria. Il libro è prevalentemente scritto in prima persona, fornendo al lettore il punto di vista di entrambi i protagonisti. Punto di vista privilegiato, che permette di sorridere sui malintesi che si vengono a creare tra Theo e Noa. Intorno alla coppia si muove un universo multiforme costituito da vari personaggi immersi nella loro quotidianità. Sullo sfondo è sempre presente il deserto, con il suo carico di fascino e mistero.
Riassumendo si tratta di un ottimo libro, intelligente, delicato, scritto benissimo e fondamentalmente positivo. Il messaggio di Amos Oz mi sembra molto chiaro: la vita è dura, tutti - chi più chi meno - siamo vittime dei nostri schemi mentali, subiamo le circostanze della vita, oscillamo incoerentemente tra ideale e necessità, ma in fondo quello che rimane sono i sentimenti. Quelli veri.
Ho scoperto un'autore che sicuramente rileggerò. Metto questo libro nella sezione "I migliori libri che ho letto da quando ho aperto questo blog". Consiglio caldamente la sua lettura.
