venerdì 8 febbraio 2008
Amos Oz si conferma un ottimo scrittore.
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giovedì 7 febbraio 2008
Ci sono cascato: ho comprato un altro libro di Amos Oz.
"Nel mio mondo, la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c'è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte."
Interessante. Leggo il prezzo: 4 euro e 50 centesimi. Sul quale c'è uno sconto del 25%. Considerato che poco tempo fa ho speso 8 euro per comprare l'insipido "Vajont: quelli del dopo", del meno che mediocre Mauro Corona, l'ho comprato all'istante. Lo leggerò subito.
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mercoledì 6 febbraio 2008
Recensione del libro "La luna è tramontata", di John Steinbeck.
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"Vedete, signore, nulla può mutare la situazione. Voi sarete disfatti e scacciati" La sua voce era morbida, sommessa. "I popoli non amano essere conquistati e per questo non lo saranno. Gli uomini liberi non possono scatenare una guerra, ma una volta che questa sia cominciata possono continuare a combattere nella sconfitta. Gli uomini-gregge, seguaci di un capo, non possono farlo, ed ecco perchè sono sempre gli uomini-gregge che vincono le battaglie e gli uomini liberi che vincono le guerre. Vi accorgerete che è così, signore"
...
In definitiva un buon libro, scritto in modo semplice, scorrevole e coinvolgente: si può tranquillamente leggere in due ore scarse. Dal mio punto di vista non lo considero un capolavoro o un'opera particolarmente avvincente, devo però dire che leggerlo mi ha fatto prendere maggiore coscienza della mediocrità di certi autori contemporanei, ad esempio il deplorevole Federico Moccia, tanto per citarne uno. Libri come "La luna è tramontata" - pur nella loro semplicità - sono altamente educativi sia nella forma che nei contenuti. Pensare che le nuove generazioni ignorino questi testi e si entusiasmino leggendo autentica spazzatura pseudoculturale - come l'assurdo "Tre metri sopra il cielo", del succitatao Federico Moccia - mi riempie il cuore di tristezza.
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martedì 5 febbraio 2008
"La luna è tramontata", di John Steinbeck: prime impressioni.
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lunedì 4 febbraio 2008
Il nuovo libro: torno ai classici della letteratura.
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domenica 3 febbraio 2008
Recensione del libro "Non dire notte", di Amos Oz.
Noa e Theo sono una coppia in crisi. Lui è un sessantenne architetto di successo ormai stanco di lottare e pago della vita intensa che ha vissuto. Lei è un'isegnante di lettere quindici anni più giovane, ancora grintosa e con tanta voglia di mettersi in gioco. L'improvvisa morte per fatti di droga di uno dei suoi allievi è l'evento che rischia di fare saltare i già fragili equilibri della coppia. Il genitore del ragazzo - un addetto alla sicurezza che lavora all'estero - decide infatti di aprire un centro di recupero per tossicodipendenti e chiede l'aiuto di Noa. Questa si getta a capofitto nel progetto, mentre Theo sembra indifferente alla cosa. Viene aiutata da un'eterogenea compagine dei persone: Ludmir, idealista e nevrotico divorziato, Muki, agente immobiliare che gioca a fare il dongiovanni e Linda, una introversa divorziata. Il gruppo deve scontrarsi con la sorda ostilità della popolazione di Tel Kedar, piccola cittadina che sorge nel deserto israeliano dove è ambientata la storia.
Questo bellissimo romanzo non ha nulla a che fare con la guerra, con la politica, con la Shoah, con le problematiche legate alla convivenza con il mondo musulmano. Amos Oz si tiene ben lontano dal campo minato costituito da queste problematiche. Peraltro già inflazionate. Tutto il libro ruota invece all'evoluzione del rapporto tra Noa e Theo. Amos Oz indaga con grande discrezione e poesia nell'animo dei due protagonisti, senza mai cadere nella trappola delle analisi psicologiche, dei giudizi o della pedanteria. Il libro è prevalentemente scritto in prima persona, fornendo al lettore il punto di vista di entrambi i protagonisti. Punto di vista privilegiato, che permette di sorridere sui malintesi che si vengono a creare tra Theo e Noa. Intorno alla coppia si muove un universo multiforme costituito da vari personaggi immersi nella loro quotidianità. Sullo sfondo è sempre presente il deserto, con il suo carico di fascino e mistero.
Riassumendo si tratta di un ottimo libro, intelligente, delicato, scritto benissimo e fondamentalmente positivo. Il messaggio di Amos Oz mi sembra molto chiaro: la vita è dura, tutti - chi più chi meno - siamo vittime dei nostri schemi mentali, subiamo le circostanze della vita, oscillamo incoerentemente tra ideale e necessità, ma in fondo quello che rimane sono i sentimenti. Quelli veri.
Ho scoperto un'autore che sicuramente rileggerò. Metto questo libro nella sezione "I migliori libri che ho letto da quando ho aperto questo blog". Consiglio caldamente la sua lettura.
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sabato 2 febbraio 2008
Amos Oz e il Medioriente.
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