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martedì 4 marzo 2008

Una giornata cominciata male e finita peggio.

Oggi mi sono alzato con i postumi della libagione di ieri sera. Ho agonizzato tutta la giornata sul lavoro. Torno a casa distrutto, e scopro che il circo equestre degli amici di Mauro Corona è ritornato a spammeggiare sul mio blog, probabilmente richiamati dall'inutile libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", scritto nello stile barocco di Alessandro Baricco. Come non bastasse, mi tocca anche - per la prima volta da quando ho aperto questo blog - cancellare un commento scandaloso postato da un coglionazzo da ricovero alla croce verde. Che tristezza...
Raccolgo le ultime forze e mi trascino nel letto, dove spero di riuscire a leggere almeno le prime pagine del libro "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi", dello scrittore Uto Grisolfi, prima di collassare in un sonno (spero) ristoratore.

lunedì 3 marzo 2008

In attesa di Edward Bunker.

Siamo ormai alla farsa. Il libro "Come una bestia feroce", di Edward Bunker, ordinato quasi venti giorni fa, non è ancora arrivato. In libreria un commesso imbarazzatissimo ha balbettato frasi sconnese di difficile interpretazione, concludendo che mi telefonerà non appena arriva. Mah! Mi chiedo se in questo momento in una dimenticata segreta in un oscuro monastero un monaco amanuense non stia ricopiando su carta pergamena il lavoro di Edward Bunker... magari aspettando che passi il monaco tibetano per la consegna (ovviamente a piedi). Comunque non ho avuto il coraggio di comprare nessun altro libro, essendo ancora disgustato dalla lettura dell'inutile "Barnum. Cronache dal Grande Show", dell' autorefenziale parolaio Alessandro Baricco.
Comunque il problema (se così vogliamo chiamarlo) della scelta della prossima lettura si è risolto da solo. Questa sera ho cenato con vecchi amici, che non vedevo da un sacco tempo. Rivedersi dopo tanti anni è bellissimo. Una serata memorabile, passata a ricordare i vecchi tempi, abbondantemente innaffiata da ottimo vino (e non solo). Uno dei miei amici mi ha regalato un libro, del quale mi ha cantato inni di lode (spero non per i fumi dell'alcol...). Si intitola "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi", l'autore è lo sconosciuto scrittore Uto Grisolfi. Vedremo.
Adesso me ne vado a letto, a smaltire il pasto pantagruelico (o almeno spero). Domani si va a lavorare, fare una libagione lunedì sera è sempre una pessima cosa (guardando la cosa dal punto di vista di martedì mattina...).

domenica 2 marzo 2008

Recensione del libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", di Alessandro Baricco.


Questo libro raccoglie una selezione delle recensioni scritte dallo stesso Baricco nell'omonima rubrica settimanale apparsa su "La Stampa". Gli articoli sono tutti lunghi esattamente ottanta righe, e sono stati scelti dallo stesso Baricco e ripubblicati senza modifiche. Ho comperato questo libro perché pensavo di trovare delle recensioni interessanti e intelligenti su numerosi eventi culturali e mondani che si sono susseguiti in Italia e all'estero per diverso tempo. Insomma, una specie di memoria storica su vari eventi mediatici, che presentasse interessanti spunti di riflessione. Mi sbagliavo di grosso. Baricco fa largo uso del suo linguaggio ricercato e ridondante, aggiungendo un pizzico di saccentismo da tuttologo che lo rende quasi irritante. Insomma un libro che risulta essere un incoerente guazzabuglio di tematiche e argomenti vari, tutti trattati in modo superficiale, estremamente povero di contenuti, avvilente nel suo insieme. Rimane solo un'esercizio stilistico, nel quale in effetti devo riconoscere che Baricco è una spanna sopra la media. Se leviamo gli arzigogoli letterari rimane comunque una lunga sequenza di luoghi comuni e frasi fatte. Una cocente delusione, finire di leggere queste duecento pagine scarse è stata per me una vera agonia.

sabato 1 marzo 2008

Alessandro Baricco: uno stile irritante.

La lettura del libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", dello scrittore Alessandro Baricco sta diventando una fatica di Sisifo. Una fatica inutile. I contenuti sono inconsistenti, lo stile è spesso così arzigogolato da risultare semplicemente irritante. Difficilmente non finisco di leggere un libro. Ma con Baricco credo che farò un'eccezione alla regola. A tutto c'è un limite.

giovedì 28 febbraio 2008

Baricco, tu mi deludi.

Finire di leggere il libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", dello scrittore Alessandro Baricco sta diventando una vera agonia. Un guazzabuglio eterogeneo e saccente. Una vera delusione. Le recensioni di Baricco, tutte di lunghezza uguale, tutte stracolme di citazioni e luoghi comuni, si susseguono davanti ai miei occhi stanchi. Le palpebre vorrebbero chiudersi, la forza di volontà le tiene aperte, le frasi scorrono monotone. Ma a me non rimane niente. Baricco, tu mi deludi.

mercoledì 27 febbraio 2008

Spegniamo la televisione.

Continua la lettura del libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", di Alessandro Baricco. Una lettura sempre più noiosa, anche se ogni tanto c'è qualcosa di buono. In questo brano l'autore parla di Funari e del suo stile nel condurre le trasmissioni televisive. Lapidario il giudizio finale che Baricco esprime su Funari:

"Ci salva dall'impellenza di capirlo il fatto, in sé salvifico, che si tratta poi solo di un fantasma dell'etere. Basta, per farlo sparire, che un dito decida nella sua modestia di non seguire traguardi utopici come il culo del futuro, e si dedichi molto più mitemente al dimesso sforzo di transitare da un pulsantino all'altro. Lieve pressione e tutto è finito. Basta un click.
Click."


Un concetto semplice: la televisione spesso trasmette pattume, ma la soluzione è a portata di mano. Basta spegnerla. In troppi non lo fanno.

martedì 26 febbraio 2008

Barnum: un circo eterogeneo. Anche troppo.

Ho cominciato a leggere il libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", di Alessandro Baricco. Si tratta di una raccolta molto eterogenea di recensioni scritte dallo stesso Baricco su vari eventi piò o meno culturali. Un vero guazzabuglio, forse un po' troppo eterogeneo. Devo dire che lo stile giornalistico di Baricco non mi entusiasma troppo, comunque ci sono degli interessanti spunti di riflessione. Posto questo brano, inerente uno spettacolo dato dal pianista ucraino Sviatoslav Richter:

"Lunedì ha inaugurato il cartellone filarmonico del Teatro Olimpico, a Roma. Teatro orrendo, a voler essere precisi, ma lui li ama, i teatri orrendi, non ho mai capito perché, ma sembra che vada a cercarseli. Davvero. Pubblico delle grandi occasioni, tutti già preventivamente entusiasti, ognuno al sicuro nella certezza di assistere a un grande evento. Comprensibile. Persino giusto, volendo."

Faccio due brevi considerazioni:

  1. Ho come l'impressione che l'autore curi troppo la forma e troppo poco la sostanza. Alle volte ho l'impressione di leggere una versione intellettualizzata di Fabio Volo.
  2. La situazione descritta da Baricco in questo brano l'ho vissuta più volte a teatro: c'è tanta gente che va a vedere uno spettacolo con un opinione già predefinita. Meglio che se ne stia a casa.

lunedì 25 febbraio 2008

Barnum.

Il libro "Come una bestia feroce", di Edward Bunker, che ho ordinato in libreria dieci giorni fa, non è ancora arrivato. Nel frattempo credo che ripiegherò su una lettura molto più amena e rilassante. Si tratta di "Barnum. Cronache dal Grande Show", di Alessandro Baricco. Il titolo è stato preso dal famoso impresario circense di metà ottocento Phileas Taylor Barnum. Il libro altro non è che una raccolta - selezionata dallo stesso autore - di articoli da lui scritti comparsi sull'omonima rubrica che ogni mercoledì compariva sulla "Stampa". Una raccolta di recensioni su vari eventi, culturali o non culturali, che in un modo o nell'altro hanno fatto spettacolo. Interessante.