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domenica 2 marzo 2008

Recensione del libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", di Alessandro Baricco.


Questo libro raccoglie una selezione delle recensioni scritte dallo stesso Baricco nell'omonima rubrica settimanale apparsa su "La Stampa". Gli articoli sono tutti lunghi esattamente ottanta righe, e sono stati scelti dallo stesso Baricco e ripubblicati senza modifiche. Ho comperato questo libro perché pensavo di trovare delle recensioni interessanti e intelligenti su numerosi eventi culturali e mondani che si sono susseguiti in Italia e all'estero per diverso tempo. Insomma, una specie di memoria storica su vari eventi mediatici, che presentasse interessanti spunti di riflessione. Mi sbagliavo di grosso. Baricco fa largo uso del suo linguaggio ricercato e ridondante, aggiungendo un pizzico di saccentismo da tuttologo che lo rende quasi irritante. Insomma un libro che risulta essere un incoerente guazzabuglio di tematiche e argomenti vari, tutti trattati in modo superficiale, estremamente povero di contenuti, avvilente nel suo insieme. Rimane solo un'esercizio stilistico, nel quale in effetti devo riconoscere che Baricco è una spanna sopra la media. Se leviamo gli arzigogoli letterari rimane comunque una lunga sequenza di luoghi comuni e frasi fatte. Una cocente delusione, finire di leggere queste duecento pagine scarse è stata per me una vera agonia.

sabato 1 marzo 2008

Alessandro Baricco: uno stile irritante.

La lettura del libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", dello scrittore Alessandro Baricco sta diventando una fatica di Sisifo. Una fatica inutile. I contenuti sono inconsistenti, lo stile è spesso così arzigogolato da risultare semplicemente irritante. Difficilmente non finisco di leggere un libro. Ma con Baricco credo che farò un'eccezione alla regola. A tutto c'è un limite.

giovedì 28 febbraio 2008

Baricco, tu mi deludi.

Finire di leggere il libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", dello scrittore Alessandro Baricco sta diventando una vera agonia. Un guazzabuglio eterogeneo e saccente. Una vera delusione. Le recensioni di Baricco, tutte di lunghezza uguale, tutte stracolme di citazioni e luoghi comuni, si susseguono davanti ai miei occhi stanchi. Le palpebre vorrebbero chiudersi, la forza di volontà le tiene aperte, le frasi scorrono monotone. Ma a me non rimane niente. Baricco, tu mi deludi.

mercoledì 27 febbraio 2008

Spegniamo la televisione.

Continua la lettura del libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", di Alessandro Baricco. Una lettura sempre più noiosa, anche se ogni tanto c'è qualcosa di buono. In questo brano l'autore parla di Funari e del suo stile nel condurre le trasmissioni televisive. Lapidario il giudizio finale che Baricco esprime su Funari:

"Ci salva dall'impellenza di capirlo il fatto, in sé salvifico, che si tratta poi solo di un fantasma dell'etere. Basta, per farlo sparire, che un dito decida nella sua modestia di non seguire traguardi utopici come il culo del futuro, e si dedichi molto più mitemente al dimesso sforzo di transitare da un pulsantino all'altro. Lieve pressione e tutto è finito. Basta un click.
Click."


Un concetto semplice: la televisione spesso trasmette pattume, ma la soluzione è a portata di mano. Basta spegnerla. In troppi non lo fanno.

martedì 26 febbraio 2008

Barnum: un circo eterogeneo. Anche troppo.

Ho cominciato a leggere il libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", di Alessandro Baricco. Si tratta di una raccolta molto eterogenea di recensioni scritte dallo stesso Baricco su vari eventi piò o meno culturali. Un vero guazzabuglio, forse un po' troppo eterogeneo. Devo dire che lo stile giornalistico di Baricco non mi entusiasma troppo, comunque ci sono degli interessanti spunti di riflessione. Posto questo brano, inerente uno spettacolo dato dal pianista ucraino Sviatoslav Richter:

"Lunedì ha inaugurato il cartellone filarmonico del Teatro Olimpico, a Roma. Teatro orrendo, a voler essere precisi, ma lui li ama, i teatri orrendi, non ho mai capito perché, ma sembra che vada a cercarseli. Davvero. Pubblico delle grandi occasioni, tutti già preventivamente entusiasti, ognuno al sicuro nella certezza di assistere a un grande evento. Comprensibile. Persino giusto, volendo."

Faccio due brevi considerazioni:

  1. Ho come l'impressione che l'autore curi troppo la forma e troppo poco la sostanza. Alle volte ho l'impressione di leggere una versione intellettualizzata di Fabio Volo.
  2. La situazione descritta da Baricco in questo brano l'ho vissuta più volte a teatro: c'è tanta gente che va a vedere uno spettacolo con un opinione già predefinita. Meglio che se ne stia a casa.