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venerdì 21 marzo 2008

La prossima lettura.

Gli ultimi due libri sono stati delle eccellenti letture. Prima lo spassosissimo "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi", del geniale ma sconosciuto Uto Grisolfi, poi il crudo "Come una bestia feroce", di Edward Bunker, vero scrittore di razza. Il prossimo sarà "Il paradiso degli orchi", di Daniel Pennac, che mi risulta essere il primo della saga di Benjamin Malaussène, l'ormai mitico prototipo del capro espiatorio. Vedremo.

giovedì 20 marzo 2008

Recensione del libro "Come una bestia feroce", di Edward Bunker.



Edward Bunker, delinquente incallito nella vita reale, ha con questo libro fornito una stupenda fotografia del mondo del crimine, guardato dal punto di vista dei malviventi. Uso volutamente il termine "fotografia", dopo avere passato ore a cercare quello giusto. Lo stile di Bunker, essenziale, privo di artifici retorici o di forme lessicali particolarmente ricercate, poco descrittivo, dai ritmi sempre più serrati a mano che la storia entra nel vivo, spinge il lettore a immedesimarsi nella vita del protagonista Max Dembo, venendo letteralmente risucchiato nella storia. Tuttavia la fotografia che in modo magistrale Edward Bunker fornisce del mondo del crimine non è un fotografia asettica, in bianco e nero, né iperrealista. Bunker è un grande perché riesce veramente a mantenere un equilibrio perfetto - ma dinamico - tra la mera descrizione dei fatti e la necessità di rendere godibile la loro fruizione da parte del lettore. Il libro è diviso in tre parti ed è interamente scritto in prima persona. La prima parte lascia un certo spazio ai ragionamenti e alle considerazioni sulla vita di Max Dembo, criminale con evidenti tratti autobiografici, e descrive l'uscita di galera in libertà condizionata del protagonista, convinto di tentare a ogni costo di reinserirsi nella società civile. Questa prima parte è la più "filosofica", se mi è permesso il termine, regalando al lettore diverse "perle" sulla visione del mondo dei criminali. Quella successiva descrive il totale fallimento dei tentativi di Max di girare pagina. Non c'è nulla da fare: gli automatismi della società (e anche i suoi personali) lo riconducono inevitabilmente sulla strada del crimine. La storia accelera rapidamente di ritmo, Bunker asciuga rapidamente ogni velleità filosofeggiante e il libro descrive lo scivolare di Max Dembo nel mondo della rapina a mano armata con toni "naturalistici", se mi è permesso il termine. L'adrenalina comincia a scorrere nelle vene dei personaggi e anche in quelle di chi legge (almeno questo è quello che è successo a me). La terza parte è puro cardiopalma. Leggerla è stato per me come essere seduto in prima fila al cinema a guardare un ottimo film d'azione. Impossibile staccare. L'ho letta tutta di fila, rimanendo sveglio fino a notte fonda, ipnotizzato dal magico Edward Bunker. Su tutta quest'ultima parte aleggia la spada di Damocle del destino. Max Dembo percepisce chiaramente la sua situazione senza speranza, eppure continua nel suo percorso di lucida e consapevole fuga da ogni regola sociale, vissuta come realtà inevitabile, un destino ineluttabile. Fino all'epilogo finale, che termina con un secco "Fanculo!", che chiude questo stupendo romanzo. Forse il "Fanculo!" finale è la perfetta sintesi del pensiero criminale del protagonista Max Dembo. Grande libro, grande Edward Bunker. Libro altamente consigliato.

mercoledì 19 marzo 2008

"Come una bestia feroce", di Edward Bunker: lettura finita.

Ho appena finito di leggere questo libro. Bellissimo. Edward Bunker è un grande scrittore che ho scoperto grazie a Il Prins, che ringrazio sentitamente. Difficile scrivere una recensione così a caldo. Mi prendo un giorno per riflettere, quando penso a questo libro i pensieri turbinano nella mia testa. Mi serve un pò più di ordine mentale. Meglio dormirci sopra...

martedì 18 marzo 2008

Pensiero criminale - parte seconda.

Oggi posto un altro brano dal libro "Come una bestia feroce", dello scrittore Edward Bunker. Il pensiero di un compagno di cella del protagonista Max Dembo, prototipo del criminale incallito.

"... Ma a un certo punto ho deciso di non sfidare il destino. E il mio destino è di essere un criminale e di passare tre quarti della mia vita in galera. Magari il tuo è diverso. Ma un giorno o l'altro, che sia domani o fra vent'anni quando ne avrai cinquanta, ti renderai conto che chiunque tu sia e qualsiasi cosa tu abbia fatto, non poteva andare in modo granché diverso. Ti accorgerai che nella vita ti viene richiesto di fare una certa cosa, e quando sarai alla fine e le somme saranno tirate, sarai stato quella cosa lì, qualsiasi cosa sia. Hai ancora qualche speranza davanti a te, ma un giorno o l'altro scoprirai di essertela lasciata dietro. ..."

Mi piace molto lo stile essenziale di Edward Bunker, che presenta il mondo della delinquenza senza alcuna aura romantica, senza nessuna giustificazione morale (nè condanna) ma senza neanche indulgere nell'autocompiacimento del crimine. Gran scrittore.

lunedì 17 marzo 2008

Pensiero criminale.

Posto un brano tratto dal libro "Come una bestia feroce", di Edward Bunker, che rende bene l'idea del modo di pensare del protagonista, Max Dembo, un criminale incallito:

"... Sarei sceso in guerra contro la società, o forse mi sarei soltanto limitato a riprendere lo ostilità. Non provavo più alcun timore. Mi dichiarai libero da ogni regola, eccetto quelle che io stesso avessi voluto accettare. E anche quelle le avrei mutate a mio piacere. Avrei afferrato tutto ciò che avessi desiderato. Avrei ripreso a essere quello che ero, ma con più determinazione. Un criminale. La mia scelta, il mio totale abbandono delle restrizioni sociali (a patto che la società non me le avesse imposte con la forza) era anche la mia verità. Altri avrebbero scelto di accrescere il più possibile il loro potere. Ma il crimine era il mio mondo, il luogo in cui mi sentivo a mio agio e non lacerato nel profondo. E sebbene si trattasse di una libera scelta, era anche destino. La società mi aveva reso quello che ero, e mi aveva messo al bando per paura di quanto essa stessa aveva creato; ma io andavo fiero di questa mia condizione. ..."

sabato 15 marzo 2008

"Come una bestia feroce", di Edward Bunker: prime impressioni.

Edward Bunker scrive bene. Bene a dire poco. Uno stile che rende onore alla sua biografia da delinquente incallito. Il protagonista del libro, un evidentemente autobiografico Max Dembo, descrive in prima persona il suo tentativo fallito di reinserimento nella società dopo otto anni di galera. Nessuna aura romantica, nessun tentativo di introspezione psicologica o di giustificazione morale. Semplice descrizione della realtà del mondo del crimine, nuda e cruda. Edward Bunker è un grande scrittore.

giovedì 13 marzo 2008

Edward Bunker: una vita spericolata. A dire poco.

Edward Bunker, nato nel 1933 e morto nel 2005, è stato uno scrittore statunitense con un passato da criminale incallito. Nato in una famiglia disastrata, venne prima affidato ai servizi sociali, per passare poi nella devastante realtà del riformatorio, dell'ospedale psichiatrico e infine del carcere. E' proprio in carcere che comincia a scrivere i suoi romanzi noir, che di fatto sono quindi autobiografici. Sarà proprio la letteratura a permettergli di voltare pagina e ritornare alla vita civile, dopo avere passato buona parte della sua vita in gattabuia. Le premesse sono ottime. Adesso comincia la lettura del suo libro "Come una bestia feroce". Vedremo.

mercoledì 12 marzo 2008

Edward Bunker!

Finalmente è arrivato "Come una bestia feroce", di Edward Bunker, ordinato un mese fa. Dopo il geniale "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi", divertentissimo libro dello sconosciuto scrittore Uto Grisolfi, cambio ancora una volta completamente genere. Dal Friuli passo ai bassifondi di Los Angeles...

lunedì 3 marzo 2008

In attesa di Edward Bunker.

Siamo ormai alla farsa. Il libro "Come una bestia feroce", di Edward Bunker, ordinato quasi venti giorni fa, non è ancora arrivato. In libreria un commesso imbarazzatissimo ha balbettato frasi sconnese di difficile interpretazione, concludendo che mi telefonerà non appena arriva. Mah! Mi chiedo se in questo momento in una dimenticata segreta in un oscuro monastero un monaco amanuense non stia ricopiando su carta pergamena il lavoro di Edward Bunker... magari aspettando che passi il monaco tibetano per la consegna (ovviamente a piedi). Comunque non ho avuto il coraggio di comprare nessun altro libro, essendo ancora disgustato dalla lettura dell'inutile "Barnum. Cronache dal Grande Show", dell' autorefenziale parolaio Alessandro Baricco.
Comunque il problema (se così vogliamo chiamarlo) della scelta della prossima lettura si è risolto da solo. Questa sera ho cenato con vecchi amici, che non vedevo da un sacco tempo. Rivedersi dopo tanti anni è bellissimo. Una serata memorabile, passata a ricordare i vecchi tempi, abbondantemente innaffiata da ottimo vino (e non solo). Uno dei miei amici mi ha regalato un libro, del quale mi ha cantato inni di lode (spero non per i fumi dell'alcol...). Si intitola "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi", l'autore è lo sconosciuto scrittore Uto Grisolfi. Vedremo.
Adesso me ne vado a letto, a smaltire il pasto pantagruelico (o almeno spero). Domani si va a lavorare, fare una libagione lunedì sera è sempre una pessima cosa (guardando la cosa dal punto di vista di martedì mattina...).