domenica 9 marzo 2008

Uto Grisolfi, se ci sei batti un colpo

Ieri mentre continuavo la lettura del piacevolissimo libro "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi" ho realizzato che è stranissimo che dell' autore Uto Grisolfi non si sappia nulla. Le uniche voci che compaiono da una ricerca su Google sono quelle relative al mio blog e quelle del sito di Lulu dove il libro è a catalogo. Peraltro la copia in mio possesso non riporta indicazioni in tal senso. Visto che questo libro mi ha regalato momenti di irresistibile ilarità, mi piacerebbe sapere se questo autore ha pubblicato altre opere. Continuo a indagare su questo misterioso autore...


sabato 8 marzo 2008

Perle di saggezza dal libro di Uto Grisolfi "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi".

Posto un breve scambio di battute tra il protagonista Toni Picotto, solido impresario edile friulano, e il suo amico Grande Tau, emerito cialtrone ex sindacalista fallito con velleità artistiche, dove si può apprezzare lo stile di Uto Grisolfi nel rendere il delirante e divertente universo mentale dei suoi personaggi. Uno stile decisamente più accattivante degli inutili barocchismi di Alessandro Baricco.

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"... Te lo dico con affetto, Toni, sai quanto ti stimo, ma tu hai una mentalità troppo borghese. Cerca di aprire la mente, di guardare il mondo con gli occhi dell'artista: la vita va goduta al di là dei piccoli schemi che ci vengono imposti! Tantissimo! Tutti sono capaci di uscire con una e portarsela a letto la prima sera! Troppo facile. Noi artisti invece sappiamo che la vita è breve, quindi ci comportiamo di conseguenza. Vogliamo godercela. Tantissimo!”
“Sarà, ma portarmi a letto una la prima volta che ci esco insieme è un ottimo modo di godermi la vita. Forse lo dico perchè è un po' che con le donne non mi gira bene, ma io la vedo così. E non mi sembra un discorso poi molto borghese.”
“Eh eh eh... vedi Toni, il fatto è che tu sei troppo preso dalla tua impresa edile, hai troppi pensieri inconcludenti in testa. Guarda che te lo dico con affetto, sai quanto ti stimo! Noi artisti, noi veri bohémien invece guardiamo il mondo con occhio diverso, è per questo che le donne crollano in estasi ai nostri piedi! Non ce la fanno proprio a resistere. Tentano, poverine, per poi fallire miseramente, gemendo imploranti. Tantissimo!!”
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giovedì 6 marzo 2008

Uto Grisolfi: la piacevole scoperta di un'autore sconosciuto.

Continua la piacevole lettura delllo spassosissimo libro "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi", dello sconosciuto scrittore Uto Grisolfi. La storia comincia a prendere forma. Geniale. Un ex sindacalista fallito con velleità artistiche, il Grande Tau, e il suo compagno d'avventure, Ico, si imbarcano in un delirante progetto teso a fare riscoprire le proprie radici celtiche agli abitanti della Carnia (alto Friuli). Questa iniziativa - denominata Rinascita Celtica - prevede delle esibizioni dei due in improbabili declamazioni di antiche odi celtiche in sperdute osterie. Inutile dire come vanno a finire le declamazioni...
Il Grande Tau - povero cialtrone complessato - si fa poi abbindolare da una maga che, raccontandogli una marea di assurdità, riesce a abbindolarlo e a ripulirlo per bene di quattrini, convincendolo di essere un eletto che per terminare il suo processo di crescita interiore deve intraprendere un viaggio iniziatico. Nel contempo di inserisce la figura di Toni Picotto, impresario edile che per sbarcare il lunario accetta di ristrutturare un letamaio in una sperduta spelonca della Carnia, avvalendosi dell'aiuto di Ico e del Grande Tau.
Uto Grisolfi scrive bene, puntando molto sui dialoghi, scrivendo un libro divertentissimo di difficile classificazione. Una cosa è certa: Uto si deve essere divertito un mondo nello scrivere questa storia al limite del surreale. E ci si diverte un sacco a leggerla.

mercoledì 5 marzo 2008

"Toni Picotto e il tempio dei sortilegi", di Uto Grisolfi: prime impressioni.

Oggi mi sono ritagliato una manciata di minuti per leggere alcune pagine di questo autore sconosciuto. Spassosissimo. Uno stile fresco e accattivante, lontano anni luce dai barocchismi inutili di Alessandro Baricco, una storia per il momento costruita sui dialoghi, senza nessuna pretesa di introspezioni psicologiche, riflessioni filosofiche o velleità moralistiche. Il risultato è un gustosissimo racconto al limite del surreale, dove dei personaggi alanfordiani (mi rendo conto che questo termine è abbastanza indefinito, ma nel mio immaginario calza alla perfezione) si trovano a vivere delle situazioni paradossali. La storia nel suo insieme per il momento stenta a prendere forma, ma le premesse sono ottime. Lo scrittore Uto Grisolfi è veramente una piacevole sorpresa. Alla facciaccia degli autori blasonati (tanto per citare Encantada).

martedì 4 marzo 2008

Una giornata cominciata male e finita peggio.

Oggi mi sono alzato con i postumi della libagione di ieri sera. Ho agonizzato tutta la giornata sul lavoro. Torno a casa distrutto, e scopro che il circo equestre degli amici di Mauro Corona è ritornato a spammeggiare sul mio blog, probabilmente richiamati dall'inutile libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", scritto nello stile barocco di Alessandro Baricco. Come non bastasse, mi tocca anche - per la prima volta da quando ho aperto questo blog - cancellare un commento scandaloso postato da un coglionazzo da ricovero alla croce verde. Che tristezza...
Raccolgo le ultime forze e mi trascino nel letto, dove spero di riuscire a leggere almeno le prime pagine del libro "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi", dello scrittore Uto Grisolfi, prima di collassare in un sonno (spero) ristoratore.

lunedì 3 marzo 2008

In attesa di Edward Bunker.

Siamo ormai alla farsa. Il libro "Come una bestia feroce", di Edward Bunker, ordinato quasi venti giorni fa, non è ancora arrivato. In libreria un commesso imbarazzatissimo ha balbettato frasi sconnese di difficile interpretazione, concludendo che mi telefonerà non appena arriva. Mah! Mi chiedo se in questo momento in una dimenticata segreta in un oscuro monastero un monaco amanuense non stia ricopiando su carta pergamena il lavoro di Edward Bunker... magari aspettando che passi il monaco tibetano per la consegna (ovviamente a piedi). Comunque non ho avuto il coraggio di comprare nessun altro libro, essendo ancora disgustato dalla lettura dell'inutile "Barnum. Cronache dal Grande Show", dell' autorefenziale parolaio Alessandro Baricco.
Comunque il problema (se così vogliamo chiamarlo) della scelta della prossima lettura si è risolto da solo. Questa sera ho cenato con vecchi amici, che non vedevo da un sacco tempo. Rivedersi dopo tanti anni è bellissimo. Una serata memorabile, passata a ricordare i vecchi tempi, abbondantemente innaffiata da ottimo vino (e non solo). Uno dei miei amici mi ha regalato un libro, del quale mi ha cantato inni di lode (spero non per i fumi dell'alcol...). Si intitola "Toni Picotto e il tempio dei sortilegi", l'autore è lo sconosciuto scrittore Uto Grisolfi. Vedremo.
Adesso me ne vado a letto, a smaltire il pasto pantagruelico (o almeno spero). Domani si va a lavorare, fare una libagione lunedì sera è sempre una pessima cosa (guardando la cosa dal punto di vista di martedì mattina...).

domenica 2 marzo 2008

Recensione del libro "Barnum. Cronache dal Grande Show", di Alessandro Baricco.


Questo libro raccoglie una selezione delle recensioni scritte dallo stesso Baricco nell'omonima rubrica settimanale apparsa su "La Stampa". Gli articoli sono tutti lunghi esattamente ottanta righe, e sono stati scelti dallo stesso Baricco e ripubblicati senza modifiche. Ho comperato questo libro perché pensavo di trovare delle recensioni interessanti e intelligenti su numerosi eventi culturali e mondani che si sono susseguiti in Italia e all'estero per diverso tempo. Insomma, una specie di memoria storica su vari eventi mediatici, che presentasse interessanti spunti di riflessione. Mi sbagliavo di grosso. Baricco fa largo uso del suo linguaggio ricercato e ridondante, aggiungendo un pizzico di saccentismo da tuttologo che lo rende quasi irritante. Insomma un libro che risulta essere un incoerente guazzabuglio di tematiche e argomenti vari, tutti trattati in modo superficiale, estremamente povero di contenuti, avvilente nel suo insieme. Rimane solo un'esercizio stilistico, nel quale in effetti devo riconoscere che Baricco è una spanna sopra la media. Se leviamo gli arzigogoli letterari rimane comunque una lunga sequenza di luoghi comuni e frasi fatte. Una cocente delusione, finire di leggere queste duecento pagine scarse è stata per me una vera agonia.