Ho divorato una settantina di pagine del libro "Non dire notte", di Amos Oz. Questo autore scrive bene. Noa e Teo vivono in una piccola cittadina israeliana nel deserto del Negev. Tra i due c'è una certa differenza di età e di visione del mondo, la coppia è in crisi. I problemi aumentano quando Noa, che è insegnante di lettere, decide di aprire un centro di riabilitazione per tossicodipendenti, in seguito al tragico decesso di un suo allievo. Amos Oz passa disinvoltamente dalla prima alla terza persona, fornendo al lettore il punto di vista personale di entrambi i protagonisti. Una scelta veramente azzeccata. L'autore usa un linguaggio leggero e poetico per raccontare una storia che in fondo è un'indagine sui limiti della convivenza tra gli esseri umani. Molto bello.
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martedì 29 gennaio 2008
"Non dire notte", di Amos Oz: prime impressioni.
Pubblicato da
whiteknight
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00:23
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Etichette: amos oz, convivenza, libro, non dire notte
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