Questo splendido libro di Maurizio Maggiani - vincitore del Premio Strega nel 2005 - è scritto con un linguaggio molto semplice, ma la sua struttura è molto complessa. Il racconto non ha un'inizio e una fine ben definiti - al di là della sequenza fornita dalle pagine - nè si può dire che sia una storia circolare. Piuttosto è un curatissimo incastro di diverse storie, pensieri e impressioni, raccontate da un io narrante. L'uso della prima persona è una scelta stilistica molto impegnativa, ma Maggiani si è dimostrato all'altezza. Nessuno dei vari personaggi che animano le storie che si intersecano nel libro presentano un'evoluzione, sono al contrario quasi congelati in un immagine ben definita e codificata, oserei dire quasi mitica. Il libro nel suo complesso si presenta quindi come un insieme estremamente articolato di varie esperienze e ricordi dell'io narrante, inframezzate da continue riflessioni e considerazioni sulla vita e sull'umanità. Tuttavia l'insieme è perfettamente coerente e godibile, inserito all'interno di una snella cornice che funge da collante: il viaggio di un irundologo (studioso delle rondini) nel deserto del Sahara. Un viaggio in una delle zone più sperdute del mondo, l'Hoggar, popolata dai nomadi Tagil, allo scopo di studiare la migrazione delle rondini. Una terra desolata ma suggestiva, dove finì i suoi anni Charles Eugéne de Foucauld, mistico francese i cui pensieri e riflessioni - sia pure liberamente parafrasati da Maggiani - accompagneranno il lettore per tutta la lettura del libro. Libro che in fondo è un grande viaggio, nel mistico deserto dell'Hoggar, nella terribile realtà della guerra a Tuzla (in Bosnia), nelle foreste della Carnia alla ricerca degli orsi, nel Caucaso, lacerato da mille guerre e diviso da mille etnie. Ma è anche un viaggio nella memoria dell'io narrante, alla ricerca di una sintesi tra molte diverse esperienze spesso traumatiche, di una pacificazione tra gli innumerevoli desideri, ambizioni e aspirazioni che lacerano l'animo umano. Questo libro è veramente un piccolo gioiello.domenica 24 febbraio 2008
Recensione del libro "Il viaggiatore Notturno", di Maurizio Maggiani.
Questo splendido libro di Maurizio Maggiani - vincitore del Premio Strega nel 2005 - è scritto con un linguaggio molto semplice, ma la sua struttura è molto complessa. Il racconto non ha un'inizio e una fine ben definiti - al di là della sequenza fornita dalle pagine - nè si può dire che sia una storia circolare. Piuttosto è un curatissimo incastro di diverse storie, pensieri e impressioni, raccontate da un io narrante. L'uso della prima persona è una scelta stilistica molto impegnativa, ma Maggiani si è dimostrato all'altezza. Nessuno dei vari personaggi che animano le storie che si intersecano nel libro presentano un'evoluzione, sono al contrario quasi congelati in un immagine ben definita e codificata, oserei dire quasi mitica. Il libro nel suo complesso si presenta quindi come un insieme estremamente articolato di varie esperienze e ricordi dell'io narrante, inframezzate da continue riflessioni e considerazioni sulla vita e sull'umanità. Tuttavia l'insieme è perfettamente coerente e godibile, inserito all'interno di una snella cornice che funge da collante: il viaggio di un irundologo (studioso delle rondini) nel deserto del Sahara. Un viaggio in una delle zone più sperdute del mondo, l'Hoggar, popolata dai nomadi Tagil, allo scopo di studiare la migrazione delle rondini. Una terra desolata ma suggestiva, dove finì i suoi anni Charles Eugéne de Foucauld, mistico francese i cui pensieri e riflessioni - sia pure liberamente parafrasati da Maggiani - accompagneranno il lettore per tutta la lettura del libro. Libro che in fondo è un grande viaggio, nel mistico deserto dell'Hoggar, nella terribile realtà della guerra a Tuzla (in Bosnia), nelle foreste della Carnia alla ricerca degli orsi, nel Caucaso, lacerato da mille guerre e diviso da mille etnie. Ma è anche un viaggio nella memoria dell'io narrante, alla ricerca di una sintesi tra molte diverse esperienze spesso traumatiche, di una pacificazione tra gli innumerevoli desideri, ambizioni e aspirazioni che lacerano l'animo umano. Questo libro è veramente un piccolo gioiello.
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sabato 23 febbraio 2008
I bambini.
"So che potevano esserci mille motivi perché ci fossero due bambini lì. Proprio in quel giorno per niente adatto, proprio in quell'ora così poco confacente a due bambini soli. Proprio in quel posto.
Quello che sanno fare i bambini è essere sempre fuori posto, se non sapete guardare le cose con i loro occhi. Se non conoscete quello che sanno architettare e non sapete giocare ai giochi che vogliono giocare"
Maurizio Maggiani ha costruito un racconto molto poetico che è di fatto un perfetto e delicato intarsio di diverse storie, con continui flashback e interessanti riflessioni sul'Uomo e sulla vita. Lo ripeto: questo libro è un piccolo gioiello.
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venerdì 22 febbraio 2008
Charles Eugéne de Foucauld.
Sto leggendo il libro "Il viaggiatore notturno", di Maurizio Maggiani. Un'ottima lettura. L'autore spesso cita i pensieri di Charles Eugéne de Foucauld. Incuriosito, ho fatto una piccola ricerca su questo personaggio. Nacque nel 1858 a Strasburgo, in una famiglia nobile. Dilapidò in giovinezza una cospiqua eredità conducendo una intensa vita mondana, passò diversi anni nell'esercito francese dove si distinse per le sue qualità di soldato, partecipando successivamente a delle spedizioni geografiche in Marocco. Poi un lento riavvicinamento al cattolicesimo, che lo portò a ordinarsi sacerdote nel 1901. Lo stesso anno si stabilì in algeria, nel deserto del Sahara, ai confini del Marocco. Costruì un eremo a Tamanrasset, nell'Hoggar, una delle regioni più povere e desolate del mondo, dove è ambientato larga parte del libro di Maurizio Maggiani. Vicino all'eremo realizzò anche un rifugio per difendere i locali dagli assalti dei predoni. Morì in circostanza poco chiare, ammazzato a colpi d'arma bianca da sconosciuti. Una vita intensa. Questo curioso personaggio aleggia in tutto il libro di Maurizio Maggiani, con molte citazioni del suo pensiero e della sua vita. Non si impara mai abbastanza.
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mercoledì 20 febbraio 2008
Maurizio Maggiani: finalmente uno scrittore italiano che mi fa sognare.
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martedì 19 febbraio 2008
Il prossimo libro.
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