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lunedì 17 marzo 2008

Pensiero criminale.

Posto un brano tratto dal libro "Come una bestia feroce", di Edward Bunker, che rende bene l'idea del modo di pensare del protagonista, Max Dembo, un criminale incallito:

"... Sarei sceso in guerra contro la società, o forse mi sarei soltanto limitato a riprendere lo ostilità. Non provavo più alcun timore. Mi dichiarai libero da ogni regola, eccetto quelle che io stesso avessi voluto accettare. E anche quelle le avrei mutate a mio piacere. Avrei afferrato tutto ciò che avessi desiderato. Avrei ripreso a essere quello che ero, ma con più determinazione. Un criminale. La mia scelta, il mio totale abbandono delle restrizioni sociali (a patto che la società non me le avesse imposte con la forza) era anche la mia verità. Altri avrebbero scelto di accrescere il più possibile il loro potere. Ma il crimine era il mio mondo, il luogo in cui mi sentivo a mio agio e non lacerato nel profondo. E sebbene si trattasse di una libera scelta, era anche destino. La società mi aveva reso quello che ero, e mi aveva messo al bando per paura di quanto essa stessa aveva creato; ma io andavo fiero di questa mia condizione. ..."

venerdì 22 febbraio 2008

Charles Eugéne de Foucauld.



Sto leggendo il libro "Il viaggiatore notturno", di Maurizio Maggiani. Un'ottima lettura. L'autore spesso cita i pensieri di Charles Eugéne de Foucauld. Incuriosito, ho fatto una piccola ricerca su questo personaggio. Nacque nel 1858 a Strasburgo, in una famiglia nobile. Dilapidò in giovinezza una cospiqua eredità conducendo una intensa vita mondana, passò diversi anni nell'esercito francese dove si distinse per le sue qualità di soldato, partecipando successivamente a delle spedizioni geografiche in Marocco. Poi un lento riavvicinamento al cattolicesimo, che lo portò a ordinarsi sacerdote nel 1901. Lo stesso anno si stabilì in algeria, nel deserto del Sahara, ai confini del Marocco. Costruì un eremo a Tamanrasset, nell'Hoggar, una delle regioni più povere e desolate del mondo, dove è ambientato larga parte del libro di Maurizio Maggiani. Vicino all'eremo realizzò anche un rifugio per difendere i locali dagli assalti dei predoni. Morì in circostanza poco chiare, ammazzato a colpi d'arma bianca da sconosciuti. Una vita intensa. Questo curioso personaggio aleggia in tutto il libro di Maurizio Maggiani, con molte citazioni del suo pensiero e della sua vita. Non si impara mai abbastanza.