domenica 8 giugno 2008
Più che un giallo un resoconto giornalistico.
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whiteknight
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Etichette: Andrea Maria Schenkel, giallo, la fattoria del diavolo, romanzo
martedì 20 maggio 2008
Recensione del libro "La casa", di John Dickson Carr.
Questo giallo è ambientato nella Lousiana, nel 1927. In una vecchia casa - sulla quale circolano strane voci - si riunisce un'eterogenea compagnia di vecchi e nuovi amici. La padrona di casa ci lascia le penne in modo apparentemente inspiegabile. Poco dopo anche suo fratello subisce un'aggressione da parte di uno sconosciuto, alla quale tuttavia riesce a sopravvivere. Diverse persone cominciano a indagare, in modo farraginoso. Alla fine si scoprirà il colpevole, dopo duecento pagine di supposizioni, vuoti vaniloqui e perdite di tempo varie. Non spiego tutta la trama perché sarebbe un'altra stucchevole perdita di tempo. Ci sono molti personaggi (troppi, molti inutili), trattati abbastanza superficialmente e tra i quali è facile perdersi. L'autore si dilunga troppo, molti dettagli che alla fine si rivelano essere fondamentali sono solo accennati e si perdono in una marea di inutilità, il libro nel suo insieme appare troppo diluito e la tensione che si respira nelle prime pagine si perde per strada, lasciando il campo prima a una semplice curiosità e poi a una sequela di annoiati sbadigli. Un libro del tutto mediocre. Peccato.
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Etichette: classico, giallo, John Dickson Carr, la casa, recensione, scrittore
domenica 18 maggio 2008
Lettura finita!
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mercoledì 14 maggio 2008
"La casa", di John Dickson Carr: una mezza delusione.
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lunedì 12 maggio 2008
Una storia che stenta a decollare.
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Etichette: deadly hall, giallo, John Dickson Carr, la casa
sabato 10 maggio 2008
Il nuovo libro.
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giovedì 1 maggio 2008
Recensione del libro "Dieci piccoli indiani", di Agatha Christie.
Dieci persone, molto diverse per carattere, estrazione sociale e stile di vita, vengono invitate da un misterioso personaggio in una moderna villa su un isola. Questa eterogenea compagnia si ritrova così completamente isolata dal mondo esterno, in quanto non c'è alcun mezzo di comunicazione con la terra ferma, se non una barca che ogni tanto porta i rifornimenti. Il misterioso ospite tuttavia non c'è. Si avvicina inoltre una tempesta minacciosa. Un quadro abbastanza inquietante, che tuttavia peggiora drammaticamente quando una voce - che risulterà poi essere originata da un grammofono - accusa tutti gli invitati di essere responsabili di uno o più omicidi. Scoppia un pandemonio, in quanto tutti gli invitati respingono ogni addebito e cominciano a rendersi conto che c'è qualcosa di profondamente sbagliato in quella riunione. Ma il peggio deve ancora venire. Perché gli ospiti cominciano a morire. Il primo decesso può sembrare un incidente, ma non i successivi. I superstiti devono quindi affrontare una situazione a dir poco assurda: l'isola è deserta (al di fuori di loro, ovviamente), gli omicidi si susseguono implacabili e quindi l'assassino deve essere uno di loro. Ciliegina sulla torta, le persone sembrano morire in modo da soddisfare il testo di una infantile filastrocca che è incorniciata nelle camere degli ospiti.L'idea è molto bella. Il libro è scritto bene, è molto coinvolgente, Agatha Christie si diverte a caratterizzare i vari personaggi e a descrivere i loro pensieri e stati d'animo nell'affrontare questa situazione assurda e angosciante. Si può anzi dire che Nigger Island - il luogo isolato dal mondo dove avviene la storia - rappresenta proprio un "laboratorio" dove l'autrice si diverte a vivisezionare l'intimo delle persone, nel tentativo di separare comunque con una linea netta il bene dal male. Se nel corso della storia gli omicidi appaiono veramente inspiegabili, tanto che forte è la tentazione di ricorrere al metafisico per trovare una soluzione, in realtà nel finale l'ordine universale - tutto puritano - viene alla fine ristabilito. Tutti gli invitati finiscono per riconoscere le loro responsabilità, tanto da fare accettare a molti di loro la morte violenta come una inevitabile e anzi giusta conclusione. Una distinzione così netta tra il bene e il male personalmente mi fa sorridere, ma al di là di queste considerazioni filosofiche rimane il fatto che questo libro è un eccellente giallo che vale sicuramente la pena di leggere.
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mercoledì 30 aprile 2008
"Dieci piccoli indiani", di Agatha Christie: un'idea geniale.
L'idea di base è geniale. Lo stile di Agatha Christie, estremamente lineare e asciutto (forse anche troppo), rende la lettura molto semplice. Un libro che si può leggere in poche ore.
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sabato 26 aprile 2008
Ritorno ai classici.
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whiteknight
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