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domenica 16 dicembre 2007

Recensione del libro "Compagni di sbronze", di Charles Bukowsky.



Non facile per me scrivere una recensione di questo libro. Charles Bukowsy è un mito, me ne rendo conto, ma mi rendo anche conto che questo libro non mi ha entusiasmato. Per quanto si lasci leggere senza nessuna difficoltà. Bukowsky scrive bene. Molto bene. Parla dei poveracci che non hanno conosciuto il Sogno Americano. O forse vuole solo dire che il Sogno Americano non c'è. Questo libro è articolato in una ventina di racconti, alcuni dei quali autobiografici. Qualcuno è surreale. Il filo conduttore che li unisce tutti, oltre al sesso e all'alcool, è secondo me l'emarginazione, o forse dovrei dire l'estraneità al mondo "bene". Unica via di salvezza alla conformazione ai dettami di una società senz'anima è la degradazione totale, perseguita essenzialmente per via alcolica, ma non solo. Un cammino autodistruttivo che viene percorso da soli: altra caratteristica comune a tutti i racconti è la disperata solitudine dei protagonisti. Certe scene tratteggiate da Bukowsky sono ributtanti, nel loro assoluto squallore senza possibilità di redenzione. In particolare il racconto dello stupro di una ragazzina mi ha disturbato. Forse è questo aspetto del lavoro di Bukowsky che mi ha dato più fastidio: la ricerca della degradazione totale a qualsiasi costo. Mai un raggio di sole. Un'autore dal mio punta di vista difficile. Questo libro mi ha comunque lasciato il desiderio di leggerne altri del vecchio Bukowsky. Con calma, però.

venerdì 14 dicembre 2007

...Charles Bukowsky... ehm... sono alquanto perplesso...

Continua la lettura del libro "Compagni di sbronze", dello scrittore Charles Bukowsky. Un paio di racconti al giorno. A piccole dosi. Tra sbronze colossali, stupri di minorenni, pestaggi gratuiti, vomitate pazzesche, rottami umani di vari tipo non è che ci sia molto da ridere. Mah! Forse ho scelto il libro sbagliato di questo autore, ma non è che questo mi faccia sognare...

giovedì 13 dicembre 2007

Charles Bukowsky, uno stile a dir poco disinvolto.

Daniele Luttazzi è stato censurato su La7 per la presunta volgarità della sua trasmissione. Ecco un brano tratto dal libro "Compagno di Sbronze", di Charles Bukowsky. Assicuro che c'è molto di più esplicito, ho scelto un pezzo abbastanza castigato.

"Dan riattaccò. squillò un altro telefono. "vai in culo brutta figlia di puttana, hai le punte dei capezzoli che puzzano perfino più degli stronzi di cane umidi al vento di ponente." riappese e sorrise. si avvicinò a Bagley e lo fece uscire dalla macchina. chiusero l'ufficio a chiave e scesero insieme le scale. quando scesero sul marciapiede il sole era alto e prometteva bene. si riusciva a vedere bene sotto le gonne di cotone leggero. si riusciva quasi a vedergli le ossa. Los Angeles, tra la settima strada e Brodway, l'incrocio dove i cadaveri si abbracciavano ai cadaveri senza neanche sapere perchè. era un giochetto che sapeva di imparaticcio come saltare la corda o vivisezionare rane o pisciare nella cassetta delle lettere o far seghe a un cucciolo di cane."

Se Luttazzi è stato censurato, allora Bukowsky - applicando lo stesso metro - andrebbe impalato vivo sulla piazza...

martedì 11 dicembre 2007

Charles Bukowsky, ovvero l'esaltazione del degrado umano.

Ho comincato a leggere il libro "Compagno di sbronze", dello scrittore americano Charles Bukowsky. E' formato da una ventina di racconti brevi. Alcuni sono molto surreali, altri sono fortemente ironici, qualcuno è quasi ributtante per gli argomenti trattati. Abbastanza vario il modo di scrivere, unico minimo comun denominatore: il degrado totale dell'essere umano.

lunedì 10 dicembre 2007

Un'altro libro, un'altra storia.

Per la prossima lettura ho deciso un cambiamento radicale. Dopo la dolorosa immersione nella triste realtà della guerra in Afghanistan, ho preso in mano la lista dei libri da leggere. L'occhio è caduto su Charles Bukowski. Ne ho sentito parlare mille volte, è citato da tutti, ma non ho mai letto niente di questo autore. Per saggiarlo ho scelto uno dei suoi libri che lo hanno lanciato. Si tratta di "Compagni di sbronze". Quando ho letto il titolo, non ho potuto reprimere un sorriso, pensando alle incredibili (ma godibilissime) polemiche sorte in questo blog a proposito di Mauro Corona. Vedremo.