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martedì 3 giugno 2008

Recensione del libro "Se questo è un uomo", di Primo Levi.


C'è poco da recensire. Ho letto questo libro per colmare una mia lacuna culturale. Pubblicato nel 1947, arricchito successivamente da un'interessantissima appendice scritta dall'autore nel 1976, vuole essere una testimonianza sulla mostruosa realtà dei Lager nazisti. Senza mai calcare la mano nella descrizione del sistematico annientamento, mentale e morale prima che fisico, dei prigionieri dei campi di sterminio mazisti, Primo Levi ha lasciato un grave monito all'umanità: dobbiamo rimanere sempre vigili, affinchè certe mostruosità non accadano più. Un libro imperdibile, che per la sua natura non ha molto senso (secondo me) valutare da un punto di vista meramente letterario o stilistico.

Come sono pututi accadere simili orrori??

Oggi ho terminato la lettura del libro "Se questo è un uomo", di Primo Levi. Come noto si tratta del resoconto delle atroci esperienze vissute in prima persona nei Lager nazisti dallo stesso autore. Il suo scopo dichiarato era quello di lasciare una testimonianza, un ricordo, un'epigrafe delle atrocità naziste, amonito per i posteri. Rimane senza risposta razionale la domanda su come simili orrori siano potuti accadere. Lascio parlare l'autore:

"... I personaggi di queste pagine non sono uomini. La loro umanità è sepolta, o essi stessi l'hanno sepolta, sotto l'offesa subita o inflitta altrui. Le SS malvagie e stolide, i Kapos, i politici, i criminali, i prominenti grandi e piccoli, fino agli Haftlinge indifferenziati e schiavi, tutti i gradini della insana gerarchia voluta dai tedeschi, sono paradossalmente accomunati in una unitaria desolazione."

"... I Lager nazisti sono stati l'apice, il coronamento del fascismo in Europa, la sua manifestazione più mostruosa; ma il fascismo c'era prima di Hitler e di Mussolini, ed è sopravvissuto, in forme palesi o mascherate, alla sconfitta della seconda guerra mondiale. In tutte le parti del mondo, là dove si comincia col negare le libertà fondamentali dell'Uomo, e l'uguaglianza tra gli uomini, si va verso il sistema concentrazionario, ed è questa una strada su cui e difficile fermarsi. Conosco molti ex prigionieri che hanno capito bene quale terribile lezione è contenuta nella loro esperienza, e che ogni anno ritornano nel "loro" campo guidando pellegrinaggi di giovani: io stesso lo farei volentieri se il tempo me lo concedesse, e se non sapessi che raggiungo lo stesso scopo scrivendo libri, ed accettando di commentarli agli studenti."

"... Ma nell'odio nazista non c'è razionalità: è un odio che non è in noi, è fuori dell'uomo, è un frutto velenoso nato dal tronco funesto del fascismo, ma è fuori ed oltre il fascismo stesso. Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove nasce, e stare in guardia. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.
Per questo, meditare su quanto è accaduto è un dovere di tutti. Tutti devono sapere, o ricordare, che Hitler e Mussolini, quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come dèi. Erano "capi carismatici", possedevano un segreto potere di seduzione che non procedeva dalla credibilità o dalla giustezza delle cose che dicevano, ma dal modo suggestivo con cui le dicevano, dalla loro eloquenza, dalla loro arte istrionica, forse istintiva, forse pazientemente esercitata e appresa. Le idee che proclamavano non erano sempre le stesse, e in genere erano aberranti, o sciocche, o crudeli; eppure vennero osannati, e seguiti fino alla morte da milioni di fedeli. Bisogna ricordare che questi fedeli, e fra questi anche diligenti esecutori di ordini disumani, non erano aguzzini nati, non erano (salvo poche eccezioni) dei mostri: erano uomini qualunque. I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere che e ad obbedire senza discutere, come Eichman, come Hoss comandante di Auschwitz, come Stangl comandante di Treblinka, come i militari francesi di vent'anni dopo, massacratori in Algeria, come i militari americani di trent'anni dopo, massacratori in Vietnam."


lunedì 2 giugno 2008

La mostruosa realtà dei campi di sterminio.

Continua in questo ozioso weekend la lettura del libro "Se questo è un uomo", di Primo Levi. Si tratta di una dichiarata testimonianza della devastante esperienza vissuta dall'autore in uno dei campi di stermino in cui era suddiviso il complesso di Auschwitz. Scopo di questi campi era il deliberato massacro dei suoi ospiti, che prima di venire uccisi nel corpo venivano spezzati nella mente, con criteri scientifici volti a fare dimenticare ai deportati la loro appartenenza la genere umano. Cito l'autore:

"Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e a bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere sé stesso; tale quindi, che si potrà a cuor leggero decidere della sua vita o morte al di fuori di ogni senso di affinità umana; nel caso più fortunato, in base ad un puro giudizio di utilità. Si comprenderà allora il duplice significato del termine "Campo di annientamento", e sarà chiaro che cosa intendiamo esprimere con questa frase: giacere sul fondo."

Mostruoso. Ma vero.

domenica 1 giugno 2008

Se questo è un uomo.


Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.


(da "Se questo è un uomo", di Primi Levi)

sabato 31 maggio 2008

Un tuffo nell'orrore dei Lager nazisti.

Il prossimo libro che leggerò è "Se questo è un uomo", di Primo Levi. Credo si possa considerare un classico della letteratura mondiale, citato ovunque, che racconta le tragiche esperienze vissute in prima persona dall'autore nel campo di concentramento di Auschwitz. Forse sarebbe più corretto definirlo campo di sterminio. Una lettura molto impegnata e credo poco piacevole (per l'orrore dei contenuti, non per la qualità dello scritto), ma credo che una sana rinfrescata di memoria faccia bene.