Eccomi qua. Via il dente, via il dolore. Pur che questa agonia cessi, ho deciso di prendere coraggio e di scrivere la recensione di questo libro dell'uomo di legno. Bene, che dire. Il libro è un'insieme di raccontini di due-tre paginette su vari episodi della vita del buon Corona. Tra l'altro, usando l'espediente di cominciare sempre ogni raccontino dalla pagina dispari (cioè quella di destra), il buon caro vecchio Mauro ha guadagnato un bel po' di pagine in più. Nonostante questo espediente editoriale il libro conta 141 paginette. Se leviamo anche tutti i disegni associati ai raccontini, di scritto rimane assai poco. Ma fin qua niente di male. In fin dei conti anche gli scrittori devono mangiare, capisco che il buon Mauro cavalchi l'onda e scriva per fare cassa. In fin dei conti poi la qualità di un libro non si misura di certo dalla sua lunghezza. Ad esempio il libro "La fattoria degli animali" dell'eccelso George Orwell è un assoluto capolavoro, pur essendo forse anche più corto di "Gocce di resina". Ma siamo su un altro pianeta, distante anni luce dai boschi di Erto, dove vaga il nostro Mauro Corona in cerca di ispirazioni. I raccontini parlano di svariati argomenti: sbronze colossali, false testimonianze, bracconaggio, odio per le donne, sfruttamento dei lavoratori, infanzie tristissime, odi e rancori vari, tentati assassinii e omicidi riusciti. Un quadro desolato e desolante. Forse sono troppo giovane o, non avendo (grazie a Dio) vissuto certe esperienze non riesco a capire, tuttavia devo dire che non ho trovato traccia del fantomatico amore per la natura di cui Corona dovrebbe essere intriso, stando a quando si legge in giro. Qualcuno poi mi deve spiegare come un bracconiere (sia pure con dei tardivi distinguo) possa definirsi un amante della natura. Mah. In ogni caso non ho trovato un filo conduttore che leghi in modo comprensibile i racconti. O forse l'unico filo conduttore che c'è è l'assoluta desolazione di Erto e dei suoi abitanti, costretti da un triste destino a subire una vita fatta di alcool, solitudine e doppiette. Vita grama quella di Corona, almeno fino a quando non è diventato (ma forse sarebbe più corretto dire che è stato fatto diventare) uno scrittore di successo. Se il suo obiettivo era quello di condividere col resto del mondo le ferite della sua vita (cioè i suoi ricordi), devo ammettere che ha centrato il segno. Mamma mia. Tuttavia le sue qualità letterarie lasciano veramente a desiderare. Poteva almeno scrivere un romanzo. Ma forse era troppo difficile. Una serie di raccontini, una sapiente campagna di marketing alle spalle e il gioco è fatto. Comunque se il contatto con la natura che noi avremmo perso è legato al mondo decritto da Corona, ebbene sono contento di avere perso quel contatto, e sono felice che quel mondo stia morendo. Un mondo fatto di solitudine, invidie, istinti primordiali che facilmente sfociano nell'omicidio, misoginia, sfruttamenti. Unica consolazione: l'alcol, ingerito a metri cubi. Caro Mauro, continua pure a vagare nei boschi col tuo fido bottiglione in mano e l'amica doppietta sotto il braccio. Buon pro ti faccia. Ma ti prego in ginocchio: smettila di scrivere.
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domenica 28 ottobre 2007
Recensione del libro "Gocce di resina", di Mauro Corona.
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giovedì 25 ottobre 2007
"Gocce di resina" di Mauro Corona: lettura finita.
Oggi pomeriggio ho finito la lettura del libro "Gocce di resina", di Mauro Corona. Nonostante la raffica di insulti che ho ricevuto nel blog mi sto preparando mentalmente alla prossima fatica: scrivere la recensione di questo libro. Non posso certo nascondere una certa delusione. Il libro è a dir poco risibile, almeno dal mio punto di vista. Una serie di raccontini che descrivono un mondo povero e ostile. Una rassegna di vite divise tra l'alcolismo, il bracconaggio e tentati omicidi. Il tutto intriso di una nostalgia per un contatto della natura che avremmo perso, noi poveracci dei tempi moderni. Mah. Forse certe cose è meglio perderle. Immagino che gli amici di Mauro Corona mi crocifiggeranno, ma questo è il mio pensiero.
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sabato 20 ottobre 2007
Mmmmmm... visita al sito ufficiale di Mauro Corona, www.dispersoneiboschi.it
Mah. Oggi, depresso all'idea di finire di leggere le ultime dieci pagine del libro "Gocce di Resina", di Mauro Corona, sono andato a fare un salto sul suo sito ufficiale. Il dominio è dispersoneiboschi. Fin qua tutto bene. Per uno che si presenta come un'amante inveterato della montagna ci sta. Leggo la home page. Qualcosa comincia scricchiolare. Infatti Mauro Corona viene presentato come una persona schiva, che divide il suo tempo tra la sua bottega-tana e il vagabondare nei boschi. Mah. Da quello che leggo in giro il buon Mauro è presente ovunque, a presentare i suoi libri o a fare presenza in varie manifestazioni più o meno mondane (o forse dovevo dire montane... :)). Se a questo sommiamo il fatto che è anche alpinista/scalatore (pare abbia aperto oltre trecento nuovi sentieri ...), scrittore, scultore, attore, mi chiedo se per caso non sia anche un fisico quantistico che abbia trovato un metodo per bilocarsi. O forse è anche un guru, capace di violare le regole del continuum spazio-temporale al quale noi poveri mortali siamo legati... Mah!
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giovedì 18 ottobre 2007
Mmmm... anche "Gocce di resina" di Mauro Corona odora di ciofeca.
Anche questo libro, se vogliamo definirlo tale, si sta rivelando una ciofeca. Può essere considerato una raccoltina di racconticini semplici semplici su tristi storie di montagna, tratte dalla giovinezza del buon Corona. Il poetico riferimento alle gocce di resina (i ricordi come ferite dell'albero...) ha perso tutto il suo spessore. Se i ricordi sono questi, molto meglio dimenticarli. Mah. Storie di cinghiate, sbronze colossali, omicidi mancati, bracconaggio e altre amenità varie. O forse dovrei dire storielle. Il tutto condito con un vago sentimentalismo dei bei tempi che furono. Bho. Tra l'altro il libro è cortissimo, poco più di un centinaio di pagine, con moltissime bianche in mezzo. Ma se è così, direte voi, allora per quale motivo hai impiegato tanto tempo per scrivere un post di aggiornamento sullo stato di avanzamento della lettura?! La risposta è semplice: trattasi di smonamento totale. Da quando ho aperto questo blog questo è il secondo libro che leggo. Il primo, "Tre metri sopra il cielo" di Federico Moccia, ha fatto schifo. Il secondo, anche questo di uno scrittore di grido (questa era l'idea che mi ero fatto spulciando sul web), è all'altezza del primo. O forse dovrei dire alla bassezza. Fatto sta che mi mancano dieci pagine. Ma non trovo il coraggio di finirle. Perché dopo dovrò scrivere la recensione. E sarebbe la seconda stroncatura. Speriamo nel futuro.
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whiteknight
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domenica 7 ottobre 2007
Pensierino della sera: quale sarà la prossima lettura?!
Bene. La lettura di "Tre metri sopra il cielo", cult di Federico Moccia, è terminata. Fin qua niente di nuovo rispetto a quanto detto ieri. Oggi non ho avuto tempo di scrivere la recensione di quel... ma sì, chiamiamolo pure libro. Tecnicamente parlando lo è, in fin dei conti, almeno se per libro intendiamo un insieme di pagine di carta stampata rilegate. In attesa di avere un momento di tempo per scrivere una recensione abbastanza articolata, il pensiero della sera è quale libro leggerò nei prossimi giorni. Ho deciso di cambiare completamente genere. Basta cult giovanili. Oggi, passando davanti a una libreria, mi è caduto l'occhio su un libro del quale ho già sentito parlare. Si tratta di "Gocce di resina", di Mauro Corona. Pare essere una raccolta di racconti brevi, che dovrebbero parlare, a quanto ho capito, del mondo della montagna, aprendo una finestra su una realtà ormai morente. Citando la prefazione: "La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall'albero ferito. Gocce dorate, gialle come miele, che non scappano via, non fuggono come l'acqua, non abbandonano l'albero... I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita." Molto poetico. Insomma, per farla breve l'ho comprato. Staremo a vedere.
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whiteknight
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