La protagonista, la giovanissima Eiko, rimasta orfana dei genitori, si ritrova a fare la cameriera in un ristorante polinesiano a Tokyo, l'Arcobaleno, da cui prende il nome questo libro. La sua vita è interamente votata al lavoro, rimanendo pochissimo tempo disponibile per sé stessa. Tuttavia i ritmi frenetici imposti dalla capitale giapponese ben presto la sfiancano, provocandole svenimenti e malori vari. Il proprietario dell'Arcobaleno, il signor Takada, decide comunque di aiutarla fornendole un lavoro più leggendo: fare la governante per sua moglie, incinta e bisognosa di aiuto. Eiko si troverà ben presto costretta a fare i conti con l'avvilente realtà di casa Takada, rimanendo invischiata in una situazione difficile da gestire. La coppia infatti è in crisi profonda, e lo stesso Takada finirà per dichiararle il suo amore, sconvolgendo la giovane e ingenua Eiko. Questa infatti, per capire cosa fare della sua vita, si regala un viaggio in Polinesia, per potere guardare con maggiore distacco gli ultimi avvenimenti. Il libro, scritto tutto in prima persona, è diviso tra il viaggio di Eiko - che può essere visto anche come un viaggio interiore, e le sue vicissitudini all'Arcobaleno e in casa Takada. La storia comincia molto lentamente, accelera gradualmente di ritmo per finire quasi tagliata con l'accetta. Mah. Scritto in modo talmente semplice da sembrare quasi infantile, specie per quanto riguarda i dialoghi, questo libro mi ha lasciato molto perplesso. Non mi ha regalato nessuna emozione, a differenza di "Kitchen", risultando molto prevedibile e stereotipato, specie per quanto riguarda la descrizione del rapporto tra i coniugi Takada. Una crisi matrimoniale da fumetto rosa, con l'uomo che si innamora della ragazzina ingenua venuta dalla provincia. Tutta la storia può essere vista come un semplice pretesto per descrivere i pensieri, il mondo interiore della giovane Eiko, ragazza di provincia da valori semplici e legati alla natura che si trova catapultata nella realtà disumanizzante di una grande metropoli, con le sue logiche tutte commerciali molto lontane dal buon senso. Tuttavia anche guardando il libro da questo punto di vista si salva poco. Certo, ci sono molti temi cari alla Yoshimoto: la solitudine, la morte, la necessità di sopravvivere in qualche modo alla scomparsa delle persone care, la difficoltà a costruire un rapporto sentimentale concreto e reale, la bellezza di godersi le piccole cose della vita, la realtà metropolitana vissuta come un esperienza disumanizzante. Tuttavia manca la magia, le note surreali e l'inventiva che invece permeavano "Kitchen", rendendo la lettura di questo libro una vera goduria. Insomma, nel complesso "Arcobaleno" e stato una delusione. Comunque la Yoshimoto è una scrittrice che mi ha incuriosito molto, nonostante quest'ultimo flop.
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sabato 5 aprile 2008
Recensione del libro "Arcobaleno", di Banana Yoshimoto.
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whiteknight
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Etichette: arcobaleno, banana yoshimoto, eiko, kitchen, libro, morte, recensione, solitudine
giovedì 3 aprile 2008
Un tema caro alla Yoshimoto: la solitudine.
Oggi posto un breve brano tratto dal libro di Banana Yoshimoto "Arcobaleno":
"... In quell'occasione pensai addirittura alla solitudine profonda di persone che avevano inventato storie come quella di Doraemon, di macchine del tempo, di robot perennemente al loro fianco...
Pensai alla tristezza universale degli esseri umani che ti porta ad immaginare oggetti in grado di risolvere il problema, amici che stanno al tuo fianco senza mai morire."
I personaggi di Banana Yoshimoto sono sempre alle prese con drammi familiari, in genere si trovano ad affrontare la vita soli e disperati, immersi in un mondo metropolitano dove l'individuo è perso in una folla anonima. Per sopravvivere rimane la fantasia...
Insomma una visione del mondo non troppo ottimistica. Comunque questo libro non mi sembra all'altezza di "Kitchen". Troppo lineare, quasi banale e scontato. Mah!
"... In quell'occasione pensai addirittura alla solitudine profonda di persone che avevano inventato storie come quella di Doraemon, di macchine del tempo, di robot perennemente al loro fianco...
Pensai alla tristezza universale degli esseri umani che ti porta ad immaginare oggetti in grado di risolvere il problema, amici che stanno al tuo fianco senza mai morire."
I personaggi di Banana Yoshimoto sono sempre alle prese con drammi familiari, in genere si trovano ad affrontare la vita soli e disperati, immersi in un mondo metropolitano dove l'individuo è perso in una folla anonima. Per sopravvivere rimane la fantasia...
Insomma una visione del mondo non troppo ottimistica. Comunque questo libro non mi sembra all'altezza di "Kitchen". Troppo lineare, quasi banale e scontato. Mah!
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whiteknight
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14:59
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Etichette: arcobaleno, banana yoshimoto, libro, scrittrice, solitudine
mercoledì 2 aprile 2008
"Arcobaleno", di Banana Yoshimoto: prime impressioni.
Che dire. Questo libro è scritto in maniera molto semplice e lineare. Forse anche troppo. La protagonista, la giovane Eiko, neanche a dirlo orfana di padre e ben presto anche di madre, si concede una vacanza a Tahiti. Ne approfitta per fare una ricapitolazione delle ultime vicende della sua vita, consumata prima come cameriera in un ristorante a Tokio e poi come governante nella casa del proprietario dello stesso, che sta attraversando una profonda crisi coniugale. Insomma ci sono molti degli elementi di "Kitchen", primo libro della Yoshimoto che ho letto e che mi ha folgorato: una giovane donna sola e orfana, la morte delle persone care, la falsità della vita nelle grandi città, la solitudine, il rifugiarsi nel piacere delle piccole cose quotidiane come rimedio alle avversità dell'esistenza moderna. Non c'è traccia invece (per il momento) degli elementi surreali/fantasy che arricchivano "kitchen", mentre anche la struttura del racconto è molto più semplice e meno avvincente.
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whiteknight
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15:41
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Etichette: arcobaleno, banana yoshimoto, libro, scrittrice, solitudine, tahiti, tokyo
lunedì 31 marzo 2008
Il prossimo libro.
Ho deciso di leggere un'altro libro di Banana Yoshimoto, scrittrice giapponese che mi ha molto colpito con il suo libro d'esordio, "Kitchen". Oggi ho comperato "Arcobaleno". Comincerò a leggerlo stasera, prima di andare a dormire. Sono proprio curioso...
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whiteknight
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13:06
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Etichette: arcobaleno, banana yoshimoto, giapponese, kitchen, libro, scrittrice
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