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mercoledì 7 maggio 2008

Recensione del libro " Sostiene Pereira", di Antonio Tabucchi.


La storia è ambientata il Portogallo, nell'afoso agosto del 1938. L'Europa è sull'orlo del baratro della Seconda Guerra mondiale, nella vicina Spagna infuria la guerra civile, ma ormai la truppe di Franco stanno per schiacciare le forze repubblicane, anche grazie agli aiuti della Germania e dell'Italia. In Portogallo sta prendendo forza il regime dittatoriale di Salazar, ma la popolazione sembra non rendersene pienamente conto. Non se ne rende conto neanche il protagonista di questo splendido romanzo, Pereira, un corpulento giornalista alla fine della sua carriera, responsabile della pagina culturale del quotidiano Lisbao. Pereira conduce una vita molto ritirata, divisa tra la solitaria redazione della pagina culturale (un piccolissimo ufficio distaccato dalla sede del giornale) e la sua casa ormai vuota, visto che la moglie è morta da anni di tisi. Unica sua compagnia, qualche cameriere, un vecchio prete e il ritratto della consorte defunta. Pereira è ormai completamente disilluso dalla vita, rassegnato a un'esistenza grigia e monotona. Un giorno tuttavia incontra un giovane, Monteiro Rossi, evento questo che gli cambierà la vita. Monteiro Rossi infatti è un sognatore, innamorato di una bella ragazza, molto vicino alla resistenza contro il regime di Salazar. Pereira nutre subito una profonda simpatia per il ragazzo, non esitando ad aiutarlo anche quando si accorge che questi è nei guai. Pereira poi incontra anche un medico, il dottor Cardoso, che lo aiuta a rendersi conto delle trasformazioni che stanno avvenendo in lui e nel suo paese. Questa in fondo è la vera storia raccontata dal romanzo di Tabucchi: il risveglio della coscienza di civile di un uomo qualunque, che si rende conto che la sua nazione è sotto l'odioso e repressivo controllo di una dittatura. Pereira si scontrerà con gli sgherri della polizia politica del regime, giunti a casa sua per interrogare Monteiro Rossi, che rimarrà ucciso a manganellate durante un furioso pestaggio, del quale Pereira sarà impotente testimone. Ma l'orrore del fatto provocherà una inaspettata reazione da parte del pacifico cronista, che riuscirà a beffare il regime facendo pubblicare - aggirando la censura - un'articolo dove denuncerà lo spietato assassinio del giovane, denunciando il regime fascista di Salazar, per scappare subito dopo all'estero.
Gran bel libro. Scritto in modo scorrevole, semplice e coinvolgente, senza inutili retoriche. Antonio Tabucchi, scrittore di razza, utilizza un curioso artificio letterario: tutto il romanzo è scritto come se si trattasse del verbale di un interrogatorio, continuamente costellato da infiniti "sostiene Pereira". Al lettore non è dato sapere davanti a quale tribunale sia finito Pereira. Non credo neanche sia necessario saperlo. Forse è il tribunale della sua coscienza, che a un certo punto si sveglia e gli impone di prendere posizione contro la dittatura e l'oppressione, svegliandosi dal compiacente torpore dove si era adagiato. Comunque sia, un libro che veramente vale la pena di leggere.

domenica 4 maggio 2008

L'orrore delle dittature.

Prosegue la piacevole lettura del libro "Sostiene Pereira", di Antonio Tabucchi. Gran bel libro. Il protagonista, Pereira, è il responsabile della pagina culturale del giornale "Lisboa", piccola realtà editoriale schierata con il regime di Salazar. La storia è infatti ambientata nel Portogallo della fine degli anni '30, in pieno regime dittatoriale e con la guerra civile spagnola alle porte di casa. In realtà Pereira si è allontanato dal mondo reale, rifugiandosi in un mondo disilluso e banale. Passa le sue tristi giornate abbuffandosi e traducendo racconti stranieri, stando ben attento a non scrivere nulla di "politicamente impegnato". L'unico dialogo vero lo intrattiene con una foto di sua moglie, deceduta anni prima di tisi. La sua vita comincia a cambiare quando incontra il giovane Monteiro Rossi, impegnato contro il regime dittatoriale del Portogallo e bisognoso di aiuto. Pereira, all'inizio molto diffidente, lentamente prende consapevolezza che nel suo paese, ma soprattutto dentro di sé, c'è qualcosa che non va. La storia può essere letta come il lento risveglio della coscienza di un individuo contro gli orrori di una dittatura che attanaglia il paese in cui vive. Tutto il libro è finora scritto come se si trattasse del verbale di un interrogatorio, con la frase "sostiene Pereira" ripetuta fino alla nausea. Al momento non è dato al lettore capire davanti a quale tribunale sia finito Pereira, ma in realtà è forse irrilevante saperlo. Una lettura interessante e piacevole.

venerdì 2 maggio 2008

Sostiene Pereira.

La prossima lettura sarà il libro "Sostiene Pereira",di Antonio Tabucchi. Da circa un migliaio di anni avevo preventivato di leggerlo, ora trasformerò questo desiderio in una realtà tangibile. Da questo libro venne tratto un film, con protagonista l'inossidabile Marcello Mastroianni, nel ruolo di Pereira, disilluso giornalista portoghese. Nella mia mente questo libro è un cult. Vediamo un po'...